Bilal, un giovane di 26 anni originario del Marocco, si è ritrovato a dormire in una tenda lungo via Francesco Tedesco ad Avellino. La sua storia è una testimonianza di resilienza e generosità, in cui l’aiuto della comunità ha compensato le carenze istituzionali. Non c’era posto per lui alla Caritas, e Bilal, arrivato in Italia per lavorare, purtroppo si è ritrovato senza un tetto.
Fortunatamente, la solidarietà non è mancata. Katia Borriello, Angelo Sciarrillo e gli abitanti dei prefabbricati pesanti gli hanno offerto vestiti, cibo e supporto morale. Katia, in particolare, ha dimostrato una grande generosità, trattando Bilal come un figlio.
“Non c’è posto alla Caritas. Sono qui per lavorare,” racconta Bilal con voce pacata ma determinata. Nonostante la difficoltà, la sua dignità è rimasta intatta, e la comunità irpina ha risposto con un cuore aperto.
Il giornalista Enzo Costanza ha contattato la dottoressa Castiglione dei servizi sociali di Avellino, che si è subito attivata per trovare una soluzione. Grazie al suo intervento, Bilal ha finalmente trovato un posto alla Caritas.
Katia e Angelo continuano a seguire Bilal, che si è dimostrato un ragazzo sensibile e rispettoso, determinato a integrarsi e a costruire una vita migliore in Italia.

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