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Cinema italiano in ascesa libera: 6 film da non perdere

Sei colpi ben assestati ai detrattori del cinema italiano: così definirei gli ultimi film che ho avuto la fortuna di gustare in sala tra settembre e ottobre. Partiamo da CAMPO DI BATTAGLIA di Gianni Amelio, “leone da cinepresa”, che riconcilia lo spettatore col classico e col tradizionale. Ambientato durante la prima guerra mondiale, il lungometraggio, un’aperta denuncia della follia della guerra, racconta il rapporto controverso di due medici da campo con i soldati feriti nel corpo e nell’anima. A seguire il docufilm su Gianmaria Volontè, a firma di Francesco Zippel, doveroso tributo a un immenso attore, una toccante storia che, oltre a ripercorre la luminosa carriera di uno tra i maggiori interpreti del cinema italiano, ci mostra, attraverso numerose testimonianze, le pieghe più intime di un uomo che ha fatto della sete di giustizia uno scopo di vita.

Poi VERMIGLIO, una storia ambientata tra l’inverno del 1944 e l’autunno del 1945 in un borgo del Trentino spopolato: un’opera vigorosa e impegnativa che trasporta lo spettarore in un mondo lontano anni-luce, ovattato e rinchiuso da metri e metri di neve bianca, bianca come il latte appena munto dai contadini.  Subito dopo IL TEMPO CHE CI VUOLE, l’omaggio di Francesca Comencini al padre, capace di seguire, accompagnare e sostenere la figlia per un’intera vita, dalle balene e dai burattini fino all’età adulta, passando per l’oscuro tunnel della tossicodipendenza nell’età adolescenziale.

E come non parlare del gioiello di Paolo Sorrentino? Caratterizzate da meravigliose immagini e singolari movimenti di macchina, le scene del film traghettano lo spettatore, preso per mano da Parthenope, la bellissima protagonista, nell’anima e nel ventre di una Napoli mai vista prima, una città generosa di una bellezza accecante ma al contempo feroce e buia. Conclude la sestina LA GRANDE AMBIZIONE di Andrea Segre, un lavoro di ricerca rigoroso e certosino sulla vita intima di uno tra gli uomini politici più influenti del secolo scorso, limitato al periodo tra i primi anni Settanta e l’uccisione di Aldo Moro, con un monumentale Elio Germano nei panni di Enrico Berlinguer.

Di Ciro Borrelli

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