Un caso paradossale scuote la politica di San Martino Valle Caudina, un piccolo comune in provincia di Avellino. Giovanni Mista, un uomo che nel 2023 è stato ricoverato in coma per due mesi a causa di un attacco cerebrale, è stato registrato come tesserato al Partito Democratico, senza il suo consenso né la sua firma. La vicenda è stata denunciata dalla moglie dell’uomo, che ha espresso tutta la sua indignazione per quella che definisce una “manipolazione” dei dati personali a fini politici.
Secondo la testimonianza della donna, dopo aver appreso casualmente dell’iscrizione del marito al Pd, la famiglia ha cercato risposte. Mista, infatti, era ricoverato in ospedale al momento della presunta iscrizione, e non poteva certo aver firmato la tessera. “Qualcuno ha usato i suoi dati a sua insaputa”, ha affermato la moglie, parlando di un abuso che, a suo dire, non è neppure un caso isolato, citando altre persone che sarebbero state iscritte al partito senza il loro consenso.
In risposta alla denuncia, il Pd ha avviato immediatamente delle verifiche. In serata, la segreteria provinciale ha chiarito che l’iscrizione di Giovanni Mista era legata a un errore amministrativo: una confusione tra due cognomi simili, “Mista” e “Nista”, che ha portato il suo nome ad apparire nell’elenco dei tesserati. La segreteria ha confermato che Mista non ha mai sottoscritto una tessera per il 2023 o per il 2024, e che l’iscrizione, risalente al 2022, è stata annullata. Il partito ha attribuito la responsabilità della vicenda a un “refuso” e ha sottolineato che l’uomo non può essere considerato un tesserato.
Tuttavia, il caso ha suscitato un acceso dibattito. Il senatore e commissario del Pd in Campania, Antonio Misiani, ha parlato di “una vergogna” e ha promesso di accertare fino in fondo le circostanze. “Prenderemo provvedimenti contro chi ha compiuto questo abuso”, ha dichiarato, esprimendo solidarietà alla famiglia Mista. La segreteria del Pd, nel frattempo, ha attivato le commissioni per verificare ogni aspetto della vicenda e tutelare l’onorabilità del partito.
La vicenda ha sollevato interrogativi sul controllo dei dati degli iscritti e sulla gestione delle tessere, con molti che si chiedono come possa essere accaduto un errore di questa portata. La famiglia Mista, intanto, si dice infastidita dall’intrusione nella sua sfera privata e dalla sensazione di essere stata “usata” per scopi politici. Resta da vedere quali sviluppi avrà la questione e se saranno intraprese azioni legali contro chi ha diffuso la notizia o gestito erroneamente le iscrizioni.





