Platinette, Mauro Coruzzi, è tornato in televisione a quasi due anni di distanza dall’ictus che l’ha colpito nel 2023. Ha raccontato il suo percorso di riabilitazione, spiegando la difficoltà di affrontare una situazione così drammatica: “Non perdo l’ironia, ma so che non mi riprenderò mai completamente”, ha dichiarato.
L’artista ha descritto in modo toccante cosa significa perdere improvvisamente delle capacità che credeva fossero stabili e immutabili. “Immagina se da un giorno all’altro tu perdessi delle capacità che credevi fossero tue per sempre”, ha affermato, ricordando come, dopo l’ictus, si è trovato in un totale buio fisico ed emotivo. “Mi è capitato di trovarmi senza parlare, senza riuscire a muovermi, e passare giorni interi in una completa oscurità.”
Coruzzi ha spiegato che, per una persona come lui, che ha iniziato a lavorare alla radio 50 anni fa, il trauma è stato doppio. La comunicazione è stata sempre il suo mondo: “La mia vita è comunicazione, cercare di capire gli altri facendo capire me stesso. Trovarmi improvvisamente bloccato, come un giocatore senza gambe, è stato devastante”.
Il suo ricovero è stato lungo e difficile: “Sono rimasto due mesi in ospedale e la riabilitazione è stata sia fisica che a livello di parola. Per molte settimane potevo solo scrivere parole semplici come ‘Ho sete’ o ‘Grazie’.”
La componente emotiva di questa esperienza è stata altrettanto forte. Platinette ha ammesso di soffrire di sbalzi d’umore a causa delle difficoltà di riprendere una vita normale. “Succede che si ritorni bambini”, ha spiegato, riferendosi alle difficoltà di apprendere nuovamente a parlare tramite la logopedia.
Riflettendo sul futuro, Coruzzi è molto lucido: “Non so più fare niente, non posso più fare niente. So che non mi riprenderò mai completamente, non tornerò come prima”. L’artista ha anche raccontato il momento preciso in cui si è reso conto di essere colpito da un ictus: “Stavo facendo fisioterapia per prepararmi al musical Hairspray, quando improvvisamente non riuscivo a salutare il mio fisioterapista, le parole non uscivano più. Lui ha capito subito cosa stava succedendo e ha chiamato il 118. Dopo 40 minuti ero al Niguarda”.
Corruzi ha anche voluto lanciare un importante monito: “L’ictus è la seconda causa di morte in Italia dopo il cancro. Bisogna stare attenti a peso, pressione, ma soprattutto bisogna tenere sotto controllo lo stress”. Aggiunge di aver vissuto un periodo molto intenso di lavoro e preoccupazioni, senza riuscire a trovare un equilibrio nella vita privata: “Avevo troppi lavori, troppe preoccupazioni per fare tutto bene. La mia realizzazione avveniva solo nel lavoro”.





