Milano, 4 maggio 2025 – Una chiamata straziante al 112 ha interrotto il silenzio della notte a Settala, piccolo comune alle porte di Milano. Dall’altra parte del telefono, una bambina di soli 10 anni ha pronunciato parole terribili: “Il mio papà sta ammazzando la mamma”. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, in via Cerca, era troppo tardi. La madre, una donna di 43 anni di origine marocchina, giaceva senza vita sul pavimento della camera da letto, colpita da numerose coltellate.
Il presunto autore dell’omicidio è il marito, un 50enne connazionale, che i militari hanno trovato ubriaco e in evidente stato di alterazione mentre usciva dal condominio insieme alla figlia. Bloccato e arrestato, ha confessato immediatamente: “L’ho ammazzata, l’ho ammazzata”. L’uomo è stato condotto nel carcere milanese di San Vittore con l’accusa di omicidio aggravato. Il delitto, secondo una prima ricostruzione, sarebbe avvenuto intorno alle 21, mentre la donna si stava preparando per andare a dormire. Era in pigiama quando è stata aggredita, presumibilmente con un coltello da cucina rinvenuto accanto al corpo.
La bambina, illesa ma sotto shock, è stata subito messa in salvo dai carabinieri e affidata temporaneamente a uno zio materno. Sarà ascoltata nei prossimi giorni in un’audizione protetta alla presenza di uno psicologo.
Dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti, emerge il profilo di un uomo problematico, spesso ubriaco e molesto. Una vicina di casa ha raccontato di aver assistito a episodi preoccupanti: “Sentivo ogni tanto la bambina che piangeva e chiedeva aiuto. Una volta mi ha imbrattato la porta col sangue”. La stessa donna ha riferito che l’uomo avrebbe avuto un divieto di avvicinamento, circostanza però non ancora confermata ufficialmente.
Il sindaco di Settala, Massimo Giordana, ha confermato che la famiglia era seguita dai servizi sociali: “Era sotto osservazione da tempo. Tutte le procedure di controllo erano state attivate. La situazione sembrava monitorata, non appariva conflittuale”.
L’abitazione della famiglia – un appartamento al terzo piano con due stanze, cucina, soggiorno e bagno – è ora sotto sequestro. Gli investigatori stanno lavorando per chiarire ogni dettaglio, mentre l’intera comunità è sconvolta da un dramma che forse, con maggiore attenzione, si sarebbe potuto evitare.
Le indagini proseguono, mentre la magistratura valuterà eventuali responsabilità e omissioni da parte delle istituzioni preposte alla tutela della famiglia.





