È fissato per il prossimo 27 giugno l’inizio del processo a carico dei dieci detenuti del carcere di Bellizzi Irpino, accusati del brutale pestaggio che il 24 ottobre 2024 ha ridotto in fin di vita Paolo Piccolo, 26 anni. L’episodio, avvenuto all’interno della sezione “primo piano destro” dell’istituto penitenziario, è stato al centro di una complessa indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Avellino, che ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere notificata lo scorso 10 marzo.
Le accuse mosse nei confronti degli imputati sono pesantissime: tentato omicidio aggravato dalla crudeltà, sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale. Il procedimento si svolgerà con giudizio immediato, richiesto dal pubblico ministero Luigi Iglio e dal procuratore Domenico Airoma, e accolto dal giudice per le indagini preliminari. A presiedere il collegio sarà la giudice Sonia Matarazzo.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile di Avellino e del Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria, Paolo Piccolo fu accerchiato e aggredito con calci, pugni, bastoni e oggetti acuminati da un gruppo di detenuti nella sezione in cui era ristretto. Decisivo per la sua sopravvivenza fu l’intervento di un altro recluso, che diede l’allarme permettendo ai soccorsi di intervenire. Dopo un primo ricovero nell’infermeria del carcere, Piccolo fu trasferito d’urgenza all’ospedale Moscati di Avellino, dove fu ricoverato in prognosi riservata.
Due giorni prima del pestaggio, nella serata del 22 ottobre, tre degli indagati avrebbero sequestrato due agenti della Polizia Penitenziaria, minacciandoli con bastoni e costringendoli a consegnare le chiavi delle sezioni detentive. Uno degli agenti fu obbligato a salire al primo piano, sotto la minaccia delle armi rudimentali. Gli inquirenti ritengono che tale episodio fosse funzionale al successivo attacco a Piccolo e finalizzato a ottenere il controllo su altre aree del carcere.
Il movente esatto resta tuttora oggetto di approfondimenti investigativi, ma gli elementi raccolti finora delineano un contesto di violenza organizzata e volontà di sopraffazione interna tra gruppi di detenuti.
Tra gli imputati figurano:
- Crisci Sabato Francesco, 20 anni, originario di Baiano
- Osemwegie Nelly, 37 anni, cittadino nigeriano
- Tarallo Valentino, 32 anni, di Napoli
- Raffaele Zona, 31 anni, da Caserta
- Paudice Agrippino, 27 anni, napoletano
- Giovanni Capone, classe 1997
- Milo Pasqualino, 43 anni, di Salerno
- Luigi Gallo, classe 1986, da Napoli
- Luciano Benedetto, 43 anni, anch’egli di Napoli
- Flammia Giovanni, 28 anni
Gli indagati sono difesi da diversi legali e, secondo fonti giudiziarie, potrebbero valutare l’eventuale richiesta di riti alternativi al giudizio ordinario.
L’inchiesta, che inizialmente coinvolgeva undici soggetti, resta aperta. Le autorità giudiziarie mantengono alta l’attenzione su quanto accade all’interno dell’istituto penitenziario di Bellizzi, già teatro in passato di episodi critici legati alla gestione della sicurezza interna. Le prossime settimane potrebbero portare ulteriori sviluppi, sia sul fronte delle responsabilità, sia su quello delle misure di controllo all’interno della struttura.





