Un arrivo tutt’altro che tranquillo per i passeggeri del volo Enter Air proveniente da Danzica: venerdì scorso, sull’isola greca di Rodi, un Boeing 737-800 ha affrontato una complicata manovra di atterraggio a causa del forte vento che ha sferzato l’aeroporto durante tutta la giornata.
Il velivolo ha avuto un impatto irregolare con la pista, rimbalzando sull’asfalto in un momento che ha fatto temere il contatto tra motore e ala. Le raffiche di vento, che hanno raggiunto i 65 km/h, hanno reso estremamente difficile la gestione della fase di discesa. Nonostante ciò, il pilota è riuscito a portare a termine l’atterraggio in sicurezza, dopo un primo tentativo fallito, suscitando un misto di sollievo e spavento tra i passeggeri. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito.
A rendere il tutto ancora più complesso è stata la presenza del Meltemi, un vento tipico dell’estate greca che soffia da nord-ovest, in particolare tra maggio e ottobre. Questo fenomeno meteorologico è ben noto nella regione e può causare notevoli disagi, sia in mare — con burrasche che impediscono la navigazione — sia in cielo, dove mette a dura prova anche gli equipaggi più esperti. La sua intensità è spesso accentuata dall’incanalamento tra le isole e la terraferma, che ne aumenta potenza e imprevedibilità.
Quella di venerdì non è stata un’eccezione. Solo il giorno successivo, un altro volo — partito da Bruxelles — è stato costretto a deviare sulla capitale Atene, sempre a causa delle condizioni atmosferiche proibitive sull’isola di Rodi. Non è raro che, in presenza del Meltemi, i voli vengano dirottati verso aeroporti più sicuri come quelli di Kos, Dalaman (in Turchia) o, appunto, Atene.
Nonostante questi disagi, l’aeroporto di Rodi non figura tra i più pericolosi d’Europa. Il primato in Grecia va invece a Skiathos, nell’arcipelago delle Sporadi, dove una pista d’atterraggio particolarmente corta impone l’obbligo del grado di Comandante per chiunque voglia pilotare in arrivo o partenza.





