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Giovanni Brusca è un uomo libero: ha finito di scontare la pena, polemiche e dolore tra i familiari delle vittime

Giovanni Brusca, uno dei boss più spietati della mafia siciliana, responsabile della strage di Capaci e dell’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, è ufficialmente un uomo libero. L’ex esponente di spicco di Cosa Nostra ha terminato anche il periodo di libertà vigilata disposto dal Tribunale di sorveglianza dopo la sua scarcerazione, avvenuta nel 2021, al termine di 25 anni di reclusione.

Il 68enne originario di San Giuseppe Jato, noto per aver azionato il telecomando della bomba che nel 1992 uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, aveva beneficiato di rilevanti sconti di pena grazie alla sua collaborazione con la giustizia. Arrestato nel 1996, fu riconosciuto ufficialmente come collaboratore nel 2000. Le sue dichiarazioni portarono alla condanna di decine di mafiosi e all’emersione di dettagli fondamentali sull’organizzazione criminale di Cosa Nostra.

Brusca ha vissuto gli ultimi anni sotto falsa identità e sarà ancora sottoposto al programma di protezione testimoni, ma per la legge italiana ha esaurito il suo debito con la giustizia. Una notizia che ha riaperto vecchie ferite.

Tina Montinaro, vedova del capo scorta di Falcone, Antonio Montinaro, ha espresso tutto il suo dolore: «Questa non è giustizia per le vittime della strage di Capaci. Lo so, la legge è stata applicata, ma è come se non fosse mai successo nulla». E ha aggiunto: «Ha collaborato, sì, ma non bisogna dimenticare che i collaboratori restano criminali».

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