A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, i Carabinieri del Ris di Parma sono tornati nella villetta di Garlasco, su incarico della Procura di Pavia, per effettuare nuovi rilievi tecnici. L’obiettivo è realizzare una ricostruzione tridimensionale dell’interno e dell’esterno dell’abitazione in cui la giovane fu uccisa nell’agosto del 2007, grazie all’utilizzo di laser scanner e droni.
I rilievi, durati oltre sei ore, mirano a confrontare la posizione delle tracce di sangue con quelle già rilevate nel corso delle indagini originarie. Il provvedimento della Procura, formalizzato con un decreto di ispezione dei luoghi, prevede l’accertamento di “tracce e altri effetti materiali del reato” mediante strumenti tecnologici avanzati e rilievi fotografici.
Secondo quanto emerso, l’accertamento sarebbe stato comunicato alla famiglia Poggi come una semplice ispezione, non consentendo la partecipazione attiva dei legali, trattandosi di un’attività unilaterale della Procura. L’analisi condotta dai Ris, secondo fonti legali, ha incluso misurazioni e rilevazioni volte a ricostruire la scena del crimine, con particolare attenzione alle traiettorie delle tracce ematiche. Considerato il tempo trascorso dal delitto, non è ritenuto plausibile il ritrovamento di nuovi reperti biologici.
All’interno della villetta era presente anche Angela Taccia, legale di Andrea Sempio, il giovane indagato nella nuova fase dell’inchiesta. A quest’ultima è stata formalmente notificata l’attività, al contrario di quanto accaduto per i rappresentanti legali della famiglia della vittima, che ne erano stati solo informati. La difesa di Sempio ha segnalato l’assenza di chiarezza su obiettivi e modalità dell’accertamento.
Da parte della difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio, si sottolinea l’importanza di questa nuova ricostruzione. L’attività è considerata un passaggio utile in un’ottica di revisione o di ulteriore approfondimento della dinamica dell’omicidio, anche in considerazione di dati ritenuti mancanti nelle fasi precedenti.
L’intervento tecnico dei Ris rappresenta un nuovo sviluppo in una vicenda che continua a suscitare attenzione e dibattito, riaccendendo l’interesse dell’opinione pubblica su uno dei casi di cronaca nera più complessi e discussi degli ultimi vent’anni.





