I risultati dell’incidente probatorio sul tampone orofaringeo prelevato nel 2007 dal corpo di Chiara Poggi aprono nuovi interrogativi sulla scena del crimine del delitto di Garlasco. Dei cinque campioni analizzati, due hanno restituito esiti chiari: uno appartiene all’assistente del medico legale che effettuò l’autopsia, l’altro a un uomo non identificato, definito ora come “Ignoto 3”. Gli altri tre campioni sono risultati illeggibili.
Il dato più rilevante – e potenzialmente dirompente – è proprio quello relativo alla presenza di un Dna maschile sconosciuto sulla garza utilizzata per il prelievo salivare della vittima. Una traccia genetica non compatibile né con Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per l’omicidio, né con gli operatori noti presenti all’epoca.
La dottoressa Denise Albani, genetista incaricata dal gip di Pavia, ha sollevato dubbi sull’intera procedura di prelievo. In particolare, intende chiedere conto al medico legale Dario Ballardini – lo stesso che eseguì l’autopsia nel 2007 – sul motivo per cui fu utilizzata una garza non sterile invece di un tampone specifico, come da prassi. Inoltre, saranno richiesti chiarimenti su chi fosse effettivamente presente nella sala autoptica, oltre al medico e al suo assistente, in quanto eventuali presenze non documentate potrebbero aver contribuito alla contaminazione del campione.
L’ipotesi più probabile, al momento, è una contaminazione ambientale o strumentale. Tuttavia, l’origine di “Ignoto 3” resta al centro dell’attenzione investigativa: il timore è che si tratti non di un errore, ma di un indizio mai emerso nella ricostruzione ufficiale.
Questi nuovi elementi arrivano mentre la procura di Pavia ha riaperto le indagini su richiesta dei legali della famiglia Poggi, i quali non hanno mai smesso di chiedere piena luce sui dettagli ancora oscuri dell’omicidio.
Il profilo genetico rilevato nel nuovo esame non trova riscontro nei database forensi nazionali. Se si dovesse escludere con certezza la contaminazione, si aprirebbe lo scenario inquietante di una presenza maschile non identificata accanto al corpo della vittima.





