Dopo l’episodio intimidatorio subito da Francesco Emilio Borrelli a Santa Lucia di Serino, sono numerosi i cittadini irpini che hanno deciso di scrivergli per esprimere vicinanza e, al tempo stesso, per denunciare situazioni simili che affliggono numerosi centri della provincia. I messaggi, spesso carichi di amarezza e preoccupazione, raccontano una realtà molto più radicata di quanto si sia disposti ad ammettere pubblicamente.
Uno di questi messaggi, emblematico del malessere diffuso, recita: “Gentile Borrelli, mi dispiace tanto per quello che le è accaduto a Santa Lucia di Serino. Voglio solo dirle che quei personaggi delinquenti e con mentalità mafiosa li troviamo in tutti i paesi dell’Irpinia ormai. Sono irpino anche io e posso confermare che purtroppo questo fenomeno è diffuso in tutta la nostra provincia. E’ vero che qui da noi non ci sono i clan, ma ci sono questi personaggi che pensano di essere i padroni del proprio paese. E’ successo a lei a San Michele di Serino, succede ad Avellino a Mercogliano, a Grottaminarda, a Fontanarosa, a Mirabella Eclano o a Sant’Angelo all’Esca. Ripeto, sono tutti i piccoli che sono invasi da delinquenti con quegli atteggiamenti intimidatori. A volte si pensa che sia solo Napoli e il suo hinterland il problema, ma l’Irpinia è a pochi chilometri da Napoli e anche qui ci sono le piazze di spaccio, e spesso si ha la presunzione di pensare che l’Irpinia stessa sia immune da certi fenomeni. Forse lei ha messo alla luce un fenomeno più grande e più complesso di quanto si possa immaginare. Vada avanti e giri per tutti i paesi dell’Irpinia, perchè anche qui c’è molta illegalità. Grazie infinite per tutto il suo lavoro.”
Parole che colpiscono e che confermano quanto il fenomeno dell’illegalità, in forme più o meno strutturate, sia presente anche nei piccoli comuni dell’Irpinia. Un quadro allarmante che smentisce l’immagine spesso idealizzata della provincia come rifugio sicuro, lontano dalle dinamiche criminali delle grandi città.
Il caso di Santa Lucia di Serino, quindi, sembra aver scoperchiato un vaso di Pandora. Le testimonianze che arrivano a Borrelli suggeriscono che episodi simili siano tutt’altro che isolati, ma parte di un sistema di potere fondato su prepotenza, intimidazione e illegalità diffusa.
Il messaggio si conclude con un invito a non fermarsi: “Vada avanti”. Un’esortazione che, al di là del singolo episodio, rappresenta il desiderio di tanti cittadini di vedere finalmente accesi i riflettori su realtà che per troppo tempo sono rimaste nell’ombra.





