Potrebbe presto finire in un’aula di tribunale Maria Rosaria Boccia, l’imprenditrice al centro del caso esploso nel settembre scorso e culminato con le dimissioni dell’allora ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. La Procura di Roma ha notificato alla donna l’atto di conclusione delle indagini preliminari, atto che solitamente precede una richiesta di rinvio a giudizio.
Nel fascicolo, firmato dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dalle sostitute Giulia Guccione e Barbara Trotta, si ipotizzano a carico dell’indagata i reati di stalking, lesioni personali, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni in curriculum. Le parti offese risultano essere lo stesso Sangiuliano, la moglie e Francesco Gilioli, ex capo di gabinetto del Ministero.
Secondo quanto emerge dall’atto, l’imprenditrice – che intratteneva una relazione affettiva extraconiugale con l’allora ministro – avrebbe messo in atto comportamenti ossessivi e controllanti, proseguiti anche dopo la fine del legame. Azioni che, scrivono i pm, avrebbero causato a Sangiuliano un “perdurante e grave stato di ansia e paura”, con gravi ripercussioni psicofisiche e tali da compromettere la sua figura pubblica, spingendolo infine alle dimissioni.
Tra le condotte contestate, anche presunte pressioni esercitate da Boccia per ottenere una nomina fiduciaria all’interno del Ministero, richieste insistenti di accesso al cellulare del ministro (anche per scopi istituzionali), imposizioni sulla sua vita privata – come il divieto di portare la fede nuziale – e azioni volte a screditare collaboratori e funzionari ministeriali.
L’atto della Procura dettaglia anche episodi a sfondo vessatorio e manipolatorio. Tra questi, un messaggio pubblicato su Instagram da Boccia nell’agosto 2024 – “Ricordati che la vita è come un ristorante: nessuno se ne va senza pagare” – ritenuto dagli inquirenti un attacco diretto all’ex ministro, in quei giorni in viaggio ufficiale in Egitto con la moglie.
In un altro episodio, Boccia avrebbe pubblicato sui social, senza consenso, foto private di Sangiuliano in vacanza a Positano e al concerto dei Coldplay, promettendone la rimozione solo in cambio di un incontro. Gli avrebbe inoltre fatto credere di essere incinta e di aver effettuato controlli al Policlinico Gemelli, fatto poi risultato infondato.
Uno dei capi d’accusa più gravi riguarda un’aggressione fisica avvenuta a Sanremo nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2024, in cui Boccia avrebbe colpito Sangiuliano alla testa. La ferita, stando alla denuncia, sarebbe stata documentata con una fotografia scattata dall’ex ministro stesso.
L’indagine è nata da un esposto presentato da Sangiuliano, a poche settimane dall’esplosione mediatica del caso che portò al mancato incarico istituzionale per Boccia e al conseguente scandalo politico. Nell’ambito di quella vicenda, anche Sangiuliano era stato indagato per peculato e rivelazione di segreto d’ufficio, ma quel filone è stato successivamente archiviato.
Con la conclusione delle indagini, la Procura si appresta ora a decidere se richiedere il rinvio a giudizio.





