Mentre la guerra in Ucraina raggiunge il suo 1.261° giorno, il Cremlino lancia segnali contrastanti sulla possibilità di colloqui diplomatici. Se da un lato il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito di essere ancora “lontano” dal considerare le condizioni adatte per un incontro con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky, dall’altro apre alla possibilità di un vertice con l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, Putin ha dichiarato di non avere “nulla in contrario” a un incontro con Zelensky, ma ha sottolineato che “devono essere create determinate condizioni”. Un’apertura che tuttavia non sembra preludere a un’accelerazione dei negoziati.
La svolta arriva invece sul fronte americano. Il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov ha annunciato che Mosca e Washington hanno già concordato un vertice tra Putin e Trump, con i preparativi in corso e una data fissata per la prossima settimana. Tuttavia, la Casa Bianca ha posto un’importante condizione: l’incontro avverrà solo se il leader russo accetterà di incontrare anche Zelensky.
Putin, da parte sua, ha suggerito che gli Emirati Arabi Uniti potrebbero essere una sede idonea per l’incontro con Trump. Nel frattempo, il presidente ucraino Zelensky ha insistito per la partecipazione dell’Europa a qualsiasi futuro colloquio di pace.





