In un momento cruciale per il futuro della gestione idrica in Irpinia, il sindaco di Grottaminarda e consigliere provinciale PD, Marcantonio Spera, affida alla stampa una riflessione approfondita e un appello pubblico. All’indomani dell’assemblea Alto Calore e in vista del voto EIC Campania sull’aumento delle tariffe, Spera ribadisce il proprio no ai rincari, denuncia le strumentalizzazioni politiche e invita il “campo largo” ad avviare un tavolo di confronto sul destino dell’acqua in Irpinia. Ecco il testo integrale:
“Mi rivolgo a Lei con la stima ed affetto che da sempre le nutro per la Sua intera Categoria, cercando di rispettare spazi e tempi giornalistici su un argomento a noi caro e da voi trattato a più riprese: la gestione dell’acqua (di tipo pubblico com’è oggi Alto Calore / o privato ma a maggioranza pubblica come ad esempio ACEA partecipata dal Comune di Roma), risorsa necessariamente pubblica appartenente al patrimonio (necessario) dello Stato.
Lo faccio oggi, e solo oggi, perché tra qualche ora si voterà definitivamente in seno al comitato esecutivo dell’EIC Campania, il definitivo via libera all’aumento delle tariffe dei cittadini irpini e in parte sanniti (sembrerebbe alle ore 14.39, per essere rinviata).
Adesso e solo adesso, perché maturata all’indomani di un’assemblea dell’Alto Calore SpA convocata d’urgenza per illustrare l’informativa del presidente Avv. Lenzi (a cui va il mio grazie pubblico per il coraggio dimostrato già dall’accettazione dell’incarico), grazie al nostro (mio e dei colleghi sindaci irpini che con me hanno coraggiosamente detto no in seno all’EIC – Distretto di Avellino: Musto, Vignola, Spagnuolo) ad una proposta di aumento del 30% nel pieno di agosto, nella piena crisi idrica della storia della nostra terra d’acqua, nel bel mezzo di un concordato preventivo che, seppur omologato, non ancora ha salvato del tutto il gestore da un fallimento preannunciato.
Oggi che qualcuno, divertendosi ad agganciare i propri “conti politici” nelle proprie case illuminate dalla perenne luce di una campagna elettorale perpetua, ha provato a mettere sulle teste di tanti (80% dei soci), ammaestratori chiamati a disquisire con la DIGOS e i CC sulla porta, le proprie logiche partitiche, correntizie e non POLITICHE.
Mi permetta Direttore: la politica è l’arte che deve guidare il corso degli eventi, non subirli.
Nemmeno fossimo negli anni di piombo. Risultato: oggi leggiamo che qualcuno voglia pubblicare la lista di proscrizione dei sindaci che hanno o disertato l’assemblea o, dopo 4 ore, abbandonato l’assemblea senza votare: ma mi chiedo, cosa votare? L’informativa ai soci non ha voto (ma solo discussione) e/o una mozione fuori dal perimetro o contraria all’unico ordine del giorno non poteva essere votata.
È incomprensibile quanto affermato dal Presidente Rino Buonopane sulle responsabilità dei sindaci del PD, pretestuosa la richiesta di dover votare la sua mozione in una sede e in un contesto non competente; populistiche le sue proposte chiaramente strumentali ad una guerra politica che i cittadini non meritano. A breve qualcuno chiederà che vengano abolite le bollette per sempre e qualcun altro che bisognerà vendere le sorgenti di Cassano agli americani.
Purtroppo la buona fede del Presidente Antonello Lenzi, disponibile seppur con ritardo ad informare meglio i sindaci disinformati, è stata minata da un presidente irpino-sannita che, in cerca di visibilità e di guerra al PD, ha provato a politicizzare un incontro che doveva servire ad altro. Il titolo roboante e falso, virgolettato, sulle pagine del Mattino ne è il suggello. Non merita risposte. Francamente ritengo che esista un disegno occulto di tanti per far fallire l’Alto Calore e approdare alla privatizzazione dopo aver dissipato un bel po’ di soldi pubblici. Di chi sarà mai la colpa? Si capirà di chi e come solo quando sarà troppo tardi!
Intanto, nel mentre tutti asseriscono che l’Alto Calore sta procedendo bene, anche se a rilento, nel mentre un soccorso economico potrebbe e dovrebbe accompagnare in un circolo virtuoso il gestore, arrivano i picconatori populisti.
Io ho votato contro gli aumenti e l’ho spiegato ben due volte, perché volevo chiarezza e spiegazione, impegni, controllo di procedure e percorsi, in considerazione dei sacrifici dei cittadini, per risolvere una crisi idrica e la crisi dell’Ente senza intenti propagandistici e populisti.
Ma ben venga ora un altro aiuto della Regione Campania, che serva a superare i posizionamenti elettorali imminenti e a proseguire il risanamento in corso dell’Ente verso un cronoprogramma di interventi, un inizio di recupero serio dei crediti, un efficientamento delle reti con investimenti sulle reti, e quindi un miglioramento di tutti gli altri parametri come richiesto da ARERA, come è giusto che sia.
Ai sindaci del PD e non, il compito di vigilare e attivarsi con responsabilità, onestà, ma soprattutto maggiore serietà.
Quale la mia proposta politica, che pubblicamente lancio attraverso la sua testata ed invito a fare propria agli amici del campo largo: Beniamino Palmieri, Nello Pizza, Pasquale Giuditta, Sabino Carpentieri, Giancarlo Giordano e Roberto Montefusco, oltre a tutti i consiglieri regionali di centro-sinistra: Vincenzo Ciampi, Maurizio Petrarca e Enzo Alaia.
Attivare con decorrenza immediata il tavolo del campo largo (e progressista, così correttamente appellato da Antonio Gennaro) in provincia di Avellino sul tema: gestione dell’acqua da affidare (in seno esclusivamente pubblico e/o privato a partecipazione pubblica) al nuovo gestore, in aiuto all’attuale governance della società Alto Calore SpA.
Non possiamo lasciare agli “eventi della sorte” una tale decisione mettendone noi sindaci e amministratori pubblici alla gogna mediatica chicchessia.
Il mio auspicio è che i tanti, raggiunti dalla mia voce attraverso il vostro aiuto, si uniscano al mio appello, migliorarlo sia nelle forme che nei contenuti, come doverosamente dare (anche dal punto di vista operativo e logistico), garantendo la massima partecipazione attiva da parte di tutte le componenti rivelatesi sensibili al tema; tutti, nessuno escluso, ivi compresi gli esperti in materia e gli ex amministratori.
Dico al mio Segretario Provinciale: se la fase congressuale del maggior partito della coalizione è ancora di là da venire, l’urgenza di un confronto politico, invece, è ineludibile.
Assistere all’agonia dell’Alto Calore, aspettare le strategie dei grandi gruppi privati, finanche rimettersi alle decisioni di un tribunale, senza ascoltare il grido di allarme dei consumatori-elettori-cittadini usati solo come massa di manovra, mette la classe politica in una condizione di minorità.
Balbettare soluzioni non è da chi si è assunto responsabilità con gli elettori”.






