L’avvocato Giovanni Lovati, legale coinvolto nella difesa del caso legato al presunto DNA di Andrea Sempio, ha fatto chiarezza su quella che definisce una “polemica inutile” attorno a nuovi presunti sviluppi dell’indagine.
Con toni decisi, Lovati ha commentato le recenti indiscrezioni: “Escluso che queste tracce abbiano un’utilità di qualsiasi genere. Il perito Albani ha già esaminato quanto di competenza. Quindi per me, questa nuova impronta di Dna non esiste. E se esiste non è utile alle indagini, non è interpretabile e non so nemmeno perché se ne continui a parlare.”
Secondo il legale, l’attività del perito Albani si sta concentrando unicamente sugli elementi “ungueali o subungueali”, ovvero i residui biologici sotto le unghie della vittima, che potrebbero rivelarsi più significativi per le indagini.
Lovati ha anche smentito in modo netto l’ipotesi che ci sia DNA riconducibile ad Andrea Sempio, il giovane più volte chiamato in causa in merito alla vicenda: “Non c’è nessun Dna, la Procura può dire quello che vuole. C’è stata solo una perizia del 2014 che afferma che da quei reparti non si può ricavare nessuna traccia di Dna.”
Il legale ha quindi invitato a riportare l’attenzione sui dati concreti emersi dalle perizie ufficiali, smorzando le speculazioni mediatiche che, a suo dire, rischiano di creare ulteriore confusione in un caso già complesso e delicato.
L’intervento di Lovati arriva in un momento in cui l’opinione pubblica si mostra nuovamente interessata al caso, complice il rilancio di alcune ipotesi investigative sui media. Ma per la difesa, la strada è tracciata: nessuna prova nuova, nessun elemento utile alle indagini.
Resta ora da capire se e come la Procura intenda replicare alle affermazioni dell’avvocato, mentre l’attenzione resta alta su eventuali sviluppi tecnici o giuridici nei prossimi giorni.





