Il mondo del cinema piange la scomparsa di Robert Redford, attore e regista premio Oscar, morto serenamente nel sonno a 89 anni nella sua casa nello Utah. Figura iconica tra gli anni Sessanta e Novanta, Redford non è stato solo un sex symbol del grande schermo, ma anche un punto di riferimento imprescindibile per il cinema d’impegno civile e un promotore instancabile del cinema indipendente grazie alla creazione del celebre Sundance Festival.
Tra i suoi film più celebri si ricordano capolavori come A piedi nudi nel parco, Butch Cassidy, La stangata, I tre giorni del Condor, Il grande Gatsby, Tutti gli uomini del presidente e La mia Africa. Con la sua scomparsa, non se ne va solo uno degli attori più amati dal pubblico mondiale, ma anche un pioniere capace di coniugare il glamour hollywoodiano con storie profonde, intime e spesso impegnate socialmente.
Il suo debutto mondiale risale al 1969, quando in Butch Cassidy accanto a Paul Newman conquistò il pubblico con il suo sorriso disarmante e il suo sguardo ribelle, consacrandosi come icona immediata. Negli anni Settanta Redford firmò una serie di film entrati nella storia del cinema, da La stangata a Come eravamo, fino a Tutti gli uomini del presidente, dove interpretò il giornalista Bob Woodward, raccontando il dramma del Watergate.
Ma Robert Redford era molto più del “bello di Hollywood”. Nel 1980 si impose come regista con Gente comune, vincendo subito l’Oscar alla regia, e nel 2002 fu insignito di un Oscar alla carriera. Regista di film come In mezzo scorre il fiume, Quiz Show e L’uomo che sussurrava ai cavalli, ha sempre cercato di raccontare storie autentiche e universali. La sua eredità più duratura rimane però la fondazione del Sundance Institute e del Sundance Film Festival, vera fucina di nuovi talenti e voce importante per il cinema indipendente negli Stati Uniti.
La vita privata di Redford, segnata da amori, lutti e un costante impegno civile, si intrecciava con la sua immagine pubblica. Dal matrimonio con Lola Van Wagenen nacquero quattro figli, ma la famiglia fu colpita da dolorose perdite: il primogenito Scott morì da neonato, mentre James, suo figlio, si spense nel 2020. Dal 2009 Redford era sposato con la pittrice tedesca Sibylle Szaggars, sua compagna fedele e discreta.
Negli ultimi anni, pur riducendo le apparizioni pubbliche, Redford ha continuato a essere un punto di riferimento per colleghi e cinefili. Nel 2013, con il film quasi muto All Is Lost, dove interpreta un uomo alla deriva su una barca in mezzo all’oceano, diede prova ancora una volta della sua straordinaria capacità di mettersi in gioco, offrendo un’opera intensa e quasi un testamento artistico.
Robert Redford lascia un segno indelebile nella storia del cinema e nel cuore del pubblico internazionale: l’America del grande schermo perde uno dei suoi ultimi eroi romantici, un sognatore ostinato convinto che il cinema possa cambiare le persone e il mondo.





