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Israele lancia l’attacco di terra su Gaza: carri armati nelle strade, la città brucia

Israele ha dato ufficialmente il via all’attacco di terra contro la città di Gaza, cuore della Striscia, dopo settimane di bombardamenti aerei e tensione crescente. I carri armati dell’esercito israeliano sarebbero già entrati nella principale area urbana dell’enclave palestinese, segnando un’escalation militare che rischia di avere conseguenze drammatiche su larga scala.

“La città sta bruciando e andremo avanti fino alla sconfitta di Hamas” ha dichiarato il Ministro Israeliano Israel Katz, confermando l’intenzione del Governo di portare avanti un’operazione “fino in fondo”.

Secondo fonti locali e ong internazionali, almeno 62 persone hanno perso la vita nella giornata di ieri a causa dei bombardamenti e dei primi scontri a fuoco tra le truppe israeliane e i combattenti del movimento islamista. Le comunicazioni con alcune zone della Striscia sono sempre più difficili.

Intanto, il senatore statunitense Marco Rubio, in un’intervista a una rete americana, ha dichiarato che Hamas «ha pochi giorni per accettare un accordo» e che il Qatar è l’unico attore credibile in grado di mediare un cessate il fuoco. La monarchia del Golfo ha mantenuto negli ultimi mesi un ruolo chiave nei negoziati indiretti tra le parti, ospitando delegazioni di Hamas e mantenendo relazioni con Washington e Tel Aviv.

Nel frattempo, in Israele, è tornata a farsi sentire con forza la voce delle famiglie degli ostaggi ancora detenuti da Hamas. Centinaia di manifestanti sono scesi in piazza ieri sera a Tel Aviv e Gerusalemme, chiedendo al governo Netanyahu di non dimenticare le trattative per la liberazione dei propri cari, anche mentre l’operazione militare prosegue.

Sul fronte diplomatico, si registra un nuovo segnale di sintonia tra l’attuale governo israeliano e l’ex presidente USA Donald Trump, candidato in corsa per le elezioni del 2026. Dopo che Trump ha pubblicamente minacciato Hamas di “conseguenze irreversibili” in caso di ulteriori attacchi contro civili israeliani, il premier Benjamin Netanyahu ha espresso il suo ringraziamento personale in un messaggio sui social, definendo l’ex presidente «un amico fedele di Israele».

Mentre la tensione resta altissima, dalla Casa Bianca arriva un importante chiarimento: il presidente americano in carica ha assicurato che Israele “non colpirà il Qatar”, allontanando così le voci su possibili ritorsioni nei confronti di Doha per i suoi contatti con Hamas.

La situazione sul campo resta fluida e altamente instabile. L’ingresso delle truppe israeliane nella città di Gaza segna un punto di svolta nella guerra in corso. La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione, mentre aumentano gli appelli alla moderazione e al rispetto del diritto umanitario.

Le prossime ore potrebbero essere decisive. Hamas non ha ancora risposto ufficialmente all’offerta di mediazione, mentre il conflitto sembra avviarsi verso una nuova fase, più violenta e imprevedibile.

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