Il mese di agosto si è rivelato il più oneroso dell’anno per le famiglie italiane quando si tratta di spese quotidiane. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, i prezzi dei beni alimentari, dei prodotti per la cura della casa e della persona hanno registrato un’accelerazione, con una crescita su base annua del +3,4%, in aumento rispetto al +3,2% di luglio.
Il cosiddetto “carrello della spesa” – l’indice che tiene conto dei beni di consumo più comuni – ha quindi segnato un nuovo picco nel 2025, confermando le preoccupazioni di consumatori e associazioni per il crescente peso dell’inflazione sui bilanci familiari.
L’Istat segnala che i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto – come alimentari freschi, carburante, detersivi e prodotti per l’igiene – mantengono lo stesso ritmo di crescita tendenziale del mese precedente: +2,3%. Un dato che mostra una certa stabilità, ma che continua a pesare sulle abitudini quotidiane degli italiani.
A preoccupare è anche la ripresa, seppur modesta, dell’inflazione di fondo (che esclude i beni energetici e alimentari freschi): ad agosto si attesta al +2,1%, in leggero aumento rispetto al +2,0% registrato a luglio.
Si tratta di segnali che potrebbero influenzare le prossime mosse della politica economica, soprattutto in vista della manovra autunnale.
Le associazioni dei consumatori, come di consueto, chiedono misure più incisive per contenere il costo della vita. In particolare, si punta il dito contro l’assenza di interventi strutturali sulla filiera dei prezzi e si invoca un taglio dell’Iva sui beni primari.





