Il Tribunale di sorveglianza di Verona ha respinto l’istanza di libertà condizionale presentata da Chico Forti, l’ex produttore televisivo trentino di 66 anni, attualmente detenuto nel carcere di Montorio. La decisione rappresenta un duro colpo per Forti e per la sua famiglia, che confidava in un esito diverso dopo 27 anni di carcere, gran parte dei quali scontati negli Stati Uniti.
A comunicarlo è stato uno dei suoi legali, l’avvocato Carlo Dalla Vedova, che ha annunciato l’intenzione di valutare un possibile ricorso in Cassazione contro il provvedimento.
Forti era stato estradato dagli Stati Uniti nel maggio 2023, dopo una lunga detenzione oltreoceano a seguito della condanna all’ergastolo per l’omicidio dell’imprenditore australiano Dale Pike, avvenuto in Florida nel 1998. Da allora si trova rinchiuso nel carcere veronese, dove – secondo i suoi familiari – ha sempre tenuto una condotta esemplare.
Amareggiato il commento dello zio, Gianni Forti, da sempre in prima linea nella battaglia per la liberazione del nipote: “Dopo 27 anni di carcere ci speravamo. Chico ha avuto una condotta irreprensibile e secondo la legge italiana avrebbe diritto alla libertà condizionale”.
Il caso Forti resta uno dei più discussi e controversi degli ultimi decenni, segnato da appelli pubblici, interventi diplomatici e un’opinione pubblica da tempo divisa tra colpevolisti e innocentisti. Con questa nuova battuta d’arresto, il percorso verso un possibile ritorno in libertà appare ancora in salita.





