La guerra in Ucraina entra oggi nel suo 1.310° giorno e con essa aumenta la tensione nei cieli d’Europa. Nella notte, la polizia danese ha ricevuto una segnalazione preoccupante: alle 2:21, diversi droni sono stati avvistati nei pressi dell’aeroporto di Billund, nel cuore della Danimarca. L’evento ha portato alla chiusura dello spazio aereo per circa un’ora.
Ma l’episodio di Billund non è stato isolato. Già nella serata di ieri, altri droni erano stati segnalati attorno alle 22:00 nei pressi degli aeroporti di Esbjerg, Soenderborg e Skrydstrup, poche ore dopo la chiusura temporanea dello scalo di Aalborg a seguito di un avvistamento analogo.
“Non è stato possibile abbattere i droni né individuare i loro operatori”, ha dichiarato la polizia danese, che al momento mantiene il massimo riserbo sulle indagini. Il traffico aereo è tornato alla normalità, ma resta alta la preoccupazione per quella che in molti definiscono una “escalation silenziosa” nei cieli europei.
A innalzare ulteriormente il livello d’allerta è arrivata, in mattinata, la denuncia del governo tedesco. Berlino ha reso noto che un caccia russo ha violato lo spazio aereo sorvolando una nave della marina tedesca, impegnata in operazioni nel Mar Baltico. L’episodio, se confermato, rappresenterebbe una grave provocazione.
Da Bruxelles, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha commentato con fermezza in un’intervista alla CNN: “L’opzione di abbattere un caccia russo che si intromette nello spazio aereo della NATO è sul tavolo”. Parole che fanno eco al clima di crescenti tensioni tra l’Alleanza Atlantica e Mosca.
Nel frattempo, da New York, dove si è aperta l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è tornato ad accusare il Cremlino. “I sorvoli dei droni sono un messaggio chiaro: Mosca è ormai sinonimo di interferenza, destabilizzazione e minaccia globale”, ha dichiarato, chiedendo maggiore protezione per lo spazio aereo europeo e ulteriore supporto militare a Kiev.
La risposta russa non si è fatta attendere. Durante un incontro diplomatico con il Segretario di Stato americano Marco Rubio, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha definito “inaccettabili i piani promossi da Kiev e da alcune capitali europee volti a prolungare il conflitto”, ribadendo la linea dura del Cremlino e scaricando sull’Occidente la responsabilità dell’attuale stallo diplomatico.
Gli avvistamenti di droni – di cui non è stata ufficialmente attribuita la paternità, ma che l’Occidente sospetta appartengano alle forze russe o a gruppi filorussi – si moltiplicano in tutto il continente. Lo spazio aereo europeo, già messo sotto pressione dall’intensificarsi delle attività militari lungo i confini orientali della NATO, sembra destinato a diventare un nuovo campo di battaglia, più invisibile, ma non meno pericoloso.





