Con profonda emozione e non senza rammarico, Paolo e Antonio, titolari di Al Discount a Trevico, annunciano la chiusura definitiva della loro attività. Una notizia che pesa non solo sulle loro vite personali e professionali, ma anche sul tessuto sociale ed economico della comunità.
“Non è una notizia facile da scrivere né da condividere – spiegano i titolari – ma sentiamo il dovere di rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i clienti, amici e cittadini che in questi anni ci hanno dimostrato fiducia, calore e solidarietà”.
La nascita del supermercato, raccontano, non è stata semplice. Ostacoli burocratici, lungaggini amministrative e incomprensioni con il Comune hanno segnato sin dall’inizio il percorso. “Ci siamo sentiti più ostacolati che aiutati, nonostante il nostro progetto mirasse a creare servizi e lavoro in un territorio che ne ha un disperato bisogno”, sottolineano.
Il rammarico maggiore riguarda le autorizzazioni: “Non comprendiamo come sia possibile che chi ha ottenuto le autorizzazioni nei nostri locali oggi possa esercitare altrove, grazie a un trasferimento, mentre a noi non è stato consentito riaprire. Chi segue le regole fino in fondo, chi è onesto, chi crede nella legalità, alla fine non vince. Fa male ammetterlo, ma è ciò che constatiamo”.
La decisione di fermarsi arriva dopo anni di lotta condotta con dignità e determinazione. Ma dietro alla vicenda imprenditoriale si intravede un quadro più ampio, quello della crisi che investe i piccoli centri della Baronia e dell’Irpinia intera.
“Questa chiusura non è solo la fine di un’attività commerciale – spiegano Paolo e Antonio – ma lo specchio di un fenomeno più grande: i paesi della Baronia stanno morendo lentamente, soffocati da scelte miopi e da politiche che non offrono alcuna speranza concreta ai giovani. In tutta l’Irpinia, nei piccoli paesi, assistiamo ogni giorno alla chiusura di piccole attività, negozi e botteghe che rappresentavano un presidio sociale oltre che economico. Invece di incoraggiare i giovani a restare, li si spinge a cercare altrove ciò che qui non si vuole o non si riesce a offrire”.
Una riflessione amara, ma lucida: “Noi ci abbiamo provato fino in fondo, credendo nel territorio. Altri, forse con più pragmatismo, se ne vanno senza neppure provarci. E forse, a questo punto, hanno ragione loro”.
In chiusura, i titolari rivolgono parole di sincera gratitudine: “A chi vuole continuare a credere nel territorio va il nostro augurio più sincero. Ai clienti, agli amici, ai cittadini che ci hanno dato fiducia e calore, va il nostro eterno grazie. Un ringraziamento speciale va ai nostri collaboratori che ci hanno accompagnato in questa avventura, sempre con il sorriso e con grande disponibilità verso i clienti”.
La chiusura di Al Discount non è dunque solo la perdita di un punto vendita, ma il simbolo di una sfida irrisolta: quella di mantenere vive le comunità dell’entroterra irpino, che rischiano di vedere spegnersi non soltanto le attività economiche, ma anche la speranza di un futuro.






