Secondo l’avvocato Massimo Lovati, difensore di Andrea Sempio nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco è destinato a restare senza una verità giudiziaria. Il legale si dice convinto che né Sempio, né Alberto Stasi, né le gemelle Cappa abbiano alcun legame con l’omicidio della giovane avvenuto nel 2007: “Sono tutti personaggi in cerca d’autore. Non si arriverà mai alla verità”.
Secondo Lovati, dietro il delitto si celerebbe un contesto molto più oscuro: “Chiara è stata uccisa da un’organizzazione criminale, gente che ci mette due secondi a spararti in bocca. C’è di mezzo la pedofilia legata a enti ecclesiastici e il traffico di organi. Io la chiamo massoneria bianca”.
Il legale interviene anche sulla vicenda giudiziaria che coinvolge l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, attualmente indagato dalla Procura di Brescia per corruzione in atti giudiziari, con l’ipotesi che possa aver favorito l’archiviazione dell’indagine su Sempio in cambio di denaro.
Lovati bolla l’indagine come infondata: “Parlano di 20 o 30mila euro, ma sul biglietto conservato dal padre di Sempio c’è scritto 20 o 30 euro: era un preventivo per ottenere una copia dell’atto di archiviazione. Si tratta di una capziosità evidente. E poi, Venditti è un magistrato integerrimo, uno dei migliori che abbia mai conosciuto”.
Sul futuro processuale di Sempio, l’avvocato si mostra scettico ma rassegnato: “La Procura chiederà il rinvio a giudizio. Sarebbe imbarazzante chiedere l’archiviazione dopo tutto questo trambusto. Ma poi, in udienza preliminare, verrà prosciolto. Così tutti potranno lavarsene le mani”.
Infine, Lovati non risparmia critiche alla gestione complessiva dell’inchiesta: “Tutto questo castello accusatorio nasce da uno scontrino di parcheggio. È su quello che la difesa di Stasi ha costruito la riapertura del caso. Ma Andrea è completamente estraneo ai fatti”.





