Un romanzo che parla di calcio, sì, ma che va ben oltre il campo da gioco. Chi vive d’amore, scritto a quattro mani da Massimo Proietto, vicedirettore di Rai Sport, e dal pluripremiato autore Antonio Barracato, è un’opera che intreccia sport e vita, raccontando una storia di crescita, cadute, legami autentici e rinascita. Pubblicato da Edizioni Minerva, il libro arriva in libreria con la prefazione di Federica Cappelletti Rossi, presidente della Divisione Serie A Femminile Professionistica FIGC.
Il protagonista del romanzo è Paolino Rinaldi, un bambino cresciuto nell’hinterland milanese, segnato da un’infanzia difficile e da perdite precoci. Fragile all’apparenza, ma spinto da un’energia interiore fuori dal comune, Paolino trova nel pallone non solo una passione, ma una vera e propria àncora di salvezza. Il calcio, per lui, diventa il mezzo per affermarsi e riscattarsi in un mondo che sembra offrirgli poco.
La sua parabola sportiva si costruisce passo dopo passo, tra sacrifici, cadute, momenti di svolta e incontri che gli cambiano la vita. Ma come la vita, anche il calcio è imprevedibile: tra gol inaspettati, sconfitte amare e occasioni da cogliere, Paolino affronta una lunga partita che lo mette continuamente alla prova.
Il romanzo, però, non si limita alla dimensione sportiva. È una riflessione profonda sui valori dell’amicizia, della solidarietà, della lealtà e dell’amore in tutte le sue forme. In un’epoca in cui l’individualismo spesso prevale, Chi vive d’amore riporta al centro i legami umani, quelli autentici, che danno significato all’esistenza.
Lo stile scelto dagli autori è semplice, diretto, accessibile a lettori di tutte le età. Una narrazione fluida e coinvolgente, che alterna momenti di forte impatto emotivo a scene leggere e piene di speranza, mantenendo un ritmo narrativo vivace e cinematografico. Una lettura capace di appassionare anche chi del calcio sa poco o nulla, perché ciò che conta è il messaggio universale: non smettere mai di credere nei propri sogni, anche quando tutto sembra perduto.
Non a caso, il titolo richiama l’amore come forza motrice. L’amore per il pallone, per la famiglia, per la vita. Lungo il cammino di Paolino, si fanno spazio figure chiave: genitori, amici, educatori, allenatori. Tutti contribuiscono, a modo loro, alla sua formazione e rinascita, dimostrando che nessuno può farcela da solo. Come nel celebre brano di De Gregori La leva calcistica della classe ’68, anche Paolino impara che il vero valore di un giocatore – e di un uomo – sta “nel coraggio, nell’altruismo, nella fantasia”.






