“Ho la vita rovinata, non ho mai preso un euro a parte quelli del mio stipendio”. È quanto ha dichiarato Mario Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia oggi in pensione, durante le dichiarazioni spontanee rese al Tribunale del Riesame di Brescia. Al centro dell’udienza, la richiesta di dissequestro dei dispositivi informatici – computer, tablet e smartphone – sequestrati lo scorso 26 settembre su ordine della Procura bresciana, nell’ambito dell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco.
Venditti è indagato per corruzione in atti giudiziari in relazione alla decisione, presa nel 2017, di archiviare l’indagine su Andrea Sempio, amico di Chiara Poggi, la ragazza uccisa a Garlasco nel 2007. Al termine dell’udienza, l’ex magistrato ha lasciato il tribunale da un’uscita secondaria, senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti. Il Tribunale del Riesame si è riservato la decisione, che dovrà arrivare entro dieci giorni.
Il legale di Venditti, l’avvocato Domenico Aiello, ha duramente contestato l’operato della Procura di Brescia, parlando di un’indagine fondata su elementi deboli e priva di prove concrete: “Non c’è alcuna prova della corruzione. Ci vuole senso di responsabilità prima di rovinare la vita delle persone. In un’accusa di questo tipo, almeno il corruttore lo devi trovare, così come il luogo e il momento in cui sarebbe avvenuto il fatto”.
Secondo Aiello, infatti, né Andrea Sempio né i suoi genitori – Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari – sarebbero indagati, e nulla dimostrerebbe che abbiano corrotto Venditti. La Procura, rappresentata dalla pm Claudia Moregola e dal procuratore capo Francesco Prete, ha ribadito di aver agito sulla base di indizi ritenuti sufficienti per procedere a perquisizioni, senza per ora avanzare richieste di misure cautelari.
Nel corso dell’udienza, la Procura non ha depositato nuovi atti, mentre la difesa ha presentato una corposa memoria difensiva, che – secondo quanto trapelato – punta a smontare punto per punto le accuse.
Ma i guai giudiziari per Venditti non finiscono qui. L’avvocato Aiello si prepara infatti a presentare un secondo ricorso al Riesame, questa volta legato all’inchiesta parallela “Clean 2”, partita da Pavia e poi trasmessa a Brescia per competenza. In questo filone, Venditti è indagato per corruzione e peculato per i presunti rapporti irregolari con i fratelli D’Arena e con le società Esitel e CR Service, fornitrici di servizi di intercettazione e auto a noleggio per la Procura.
Secondo la Procura di Brescia, l’ex procuratore e il pm milanese Pietro Paolo Mazza – anche lui perquisito di recente – avrebbero gestito in maniera anomala i noleggi delle vetture e ci sarebbero irregolarità legate al centro intercettazioni della Procura (CIT), gestito dai carabinieri.
La difesa respinge ogni accusa, parlando di un’indagine “mediatica e distruttiva”, e attende ora la decisione dei giudici per il primo filone dell’inchiesta.





