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Attentato a Sigfrido Ranucci, Piantedosi alla Camera: “Atto vigliacco contro la libertà di stampa”

Dopo l’attentato del 16 ottobre contro il giornalista Sigfrido Ranucci, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto oggi alla Camera dei Deputati con un’informativa urgente, esprimendo la piena solidarietà del governo e definendo l’episodio “un atto vigliacco e criminale, un attacco alla libertà di stampa e ai valori fondamentali della nostra democrazia”.

L’attacco è avvenuto a Torvaianica, frazione di Pomezia, dove ignoti hanno fatto esplodere un ordigno artigianale davanti all’abitazione del conduttore di “Report”. L’esplosione ha danneggiato due auto e il cancello di casa. Le indagini, inizialmente coordinate dalla Procura di Velletri, sono passate alla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. L’area è stata messa in sicurezza dai Vigili del Fuoco e i rilievi sono stati condotti dai Carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati. I veicoli coinvolti sono stati sequestrati per ulteriori accertamenti.

Durante il suo intervento a Montecitorio, Piantedosi ha ribadito la ferma condanna del gesto e ha ricordato che Ranucci era già sotto protezione per precedenti minacce, tra cui il ritrovamento di proiettili inesplosi nel 2024. In seguito all’attentato, le misure di sicurezza sono state rafforzate, passando dal quarto al terzo livello di tutela, con auto specializzata e sorveglianza potenziata anche nei luoghi abitualmente frequentati dal giornalista.

Il ministro ha anche preso posizione contro le accuse rivolte al governo: “Chi utilizza questo grave atto intimidatorio per adombrare una qualche responsabilità dell’esecutivo offende la verità e le istituzioni, con scarso senso dello Stato”. Ha poi elogiato l’atteggiamento di Ranucci, definendolo responsabile e lontano da letture dietrologiche.

Piantedosi ha infine fornito alcuni dati sul fenomeno delle intimidazioni ai danni dei giornalisti: dal 2020 al 2024 sono stati registrati 718 episodi, con un calo significativo nell’ultimo anno (98 casi nel 2023). Pur parlando di un trend in discesa, il ministro ha sottolineato che l’allerta resta alta e che le indagini sono in corso per identificare i responsabili dell’attacco.

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