Francesco F., 75enne di Cordovado, è stato colpito da un infarto. Trasportato immediatamente in ospedale, è stato sottoposto a un intervento e ha trascorso dieci giorni in ricovero prima di essere dimesso.
La sorpresa è arrivata però pochi minuti dopo: quando la moglie è andata a prenderlo, parcheggiando davanti all’ospedale, ha trovato un verbale di multa da 330 euro e la decurtazione di quattro punti sulla patente. L’auto era stata lasciata negli spazi dedicati ai disabili, ma si tratterebbe di un errore in buona fede.
“Mia moglie aveva chiamato l’ospedale prima di venire a prendermi, chiedendo se fosse possibile sostare davanti. Le è stato detto di sì, e così ha fatto, senza rendersi conto dell’infrazione”, racconta Francesco F. L’auto sarebbe rimasta in sosta appena 10 minuti. “Arrivati alla macchina abbiamo trovato il verbale. Se lo paghiamo subito c’è lo sconto a 231 euro, ma si tratta comunque di una cifra molto pesante per il nostro bilancio familiare”, aggiunge.
Ex operaio in pensione, Francesco vive con una moglie che ha un lavoro precario e una figlia anch’essa in condizioni di instabilità lavorativa. La contravvenzione, firmata da un ausiliare del traffico della Gestione servizi mobilità, riguarda le aree di sosta cittadine.
“Non faremo ricorso, sarebbe inutile, ma a volte un po’ di elasticità in certe situazioni non guasterebbe”, spiega il pensionato. “Anche gli addetti dell’ospedale ci hanno quasi riso in faccia, dicendo che avevamo l’autorizzazione, ma non negli stalli vietati. Avremmo dovuto chiedere di entrare: un errore nostro, ripeto, ma un po’ di gentilezza non guasta”.
Oltre alla preoccupazione economica, Francesco teme le conseguenze sulla mobilità della moglie: “Ho bisogno di lei per gli spostamenti quotidiani e per la farmacia. Se perde la patente, chi mi potrà aiutare?”.





