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Paura sul red carpet: fan assalta Ariana Grande alla premiére asiatica di Wicked – Parte 2 a Singapore

Attimi di tensione e paura alla premiére asiatica di Wicked – Parte 2, tenutasi il 13 novembre 2025 agli Universal Studios di Singapore. Ariana Grande è stata infatti aggredita da un uomo che ha improvvisamente scavalcato le barriere di sicurezza per lanciarsi verso di lei nel tentativo di abbracciarla con forza.

Le immagini circolate online mostrano la cantante sorridere ai fan, quando l’uomo – maglia bianca, capelli scuri con ciocche blu – supera il cordone di sicurezza e la afferra in modo brusco. Ariana, visibilmente terrorizzata, cerca di divincolarsi mentre Cynthia Erivo, sua co-protagonista nel film e presente al suo fianco sul red carpet, interviene mettendosi tra lei e l’aggressore. In pochi istanti le guardie riescono a bloccare l’uomo e a trascinarlo via, sotto gli sguardi scioccati di presenti e fotografi.

L’individuo è stato identificato come Johnson Wen, noto sui social come “Pyjama Man”, un australiano già protagonista di irruzioni analoghe durante eventi di star internazionali come Katy Perry, The Weeknd e The Chainsmokers.

Secondo People e The Courier Mail, Wen avrebbe documentato sui suoi profili il viaggio verso la premiére, definendo “un sogno” l’incontro con Ariana. Dopo l’assalto è stato fermato dalle autorità di Singapore e successivamente rilasciato.

Dopo l’accaduto, Ariana Grande è apparsa estremamente scossa. Cynthia Erivo, che in Wicked – Parte 2 interpreta Elphaba, le ha stretto la mano e l’ha accompagnata dietro le quinte per allontanarla dal caos.

Intanto, sui social migliaia di fan della popstar hanno condannato l’episodio, definendolo “pericoloso, irrispettoso e inaccettabile”. Molti hanno elogiato il sangue freddo di Erivo, definendola “una vera amica” e “un angelo custode”.

Il gesto ha colpito particolarmente l’opinione pubblica perché Ariana Grande convive da anni con un disturbo da stress post-traumatico, sviluppato dopo l’attentato del 2017 al suo concerto di Manchester, in cui morirono 22 persone.

In passato la cantante aveva raccontato a British Vogue: “È difficile parlarne senza piangere. Quella notte ha cambiato per sempre la mia vita.”

Proprio per questo la violazione del suo spazio e della sua sicurezza ha riaperto un dibattito sulla protezione delle star durante eventi pubblici e sulla necessità di arginare comportamenti ossessivi mascherati da fanatismo.

La serata, che doveva segnare un momento di festa per l’uscita del film, si è così trasformata in un episodio di paura che ha lasciato un segno indelebile su Ariana Grande e sui presenti.

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