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Ucraina: Putin minaccia il Donbass, Europa e USA in allarme

La guerra in Ucraina entra nel giorno 1.381 tra nuove tensioni diplomatiche e un irrigidimento della posizione russa. Dopo l’ennesima fumata nera nei colloqui al Cremlino con gli emissari statunitensi, Vladimir Putin ha rilanciato una linea dura, avvertendo che Kiev deve ritirarsi dal Donbass, altrimenti Mosca “libererà quei territori con la forza”.

Il presidente russo, impegnato in India per rafforzare la cooperazione con il premier Modi su energia e armamenti, ha definito Donald Trump “sincero”, pur ammettendo che un accordo resta difficile e ribadendo che l’espansione a est della Nato rappresenta per la Russia una minaccia.

Intanto a Miami è in corso un nuovo round di colloqui tra il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov e gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Da Kiev, il presidente Volodymyr Zelensky assicura: “Lavoreremo nel modo più costruttivo possibile con tutti i nostri partner per garantire una pace dignitosa”.

Secondo Der Spiegel, in una telefonata di crisi tra diversi leader europei Emmanuel Macron avrebbe espresso timori sul fatto che gli Stati Uniti potrebbero rivedere il proprio sostegno territoriale all’Ucraina, in assenza di garanzie di sicurezza chiare.

Sul fronte delle misure economiche, Washington ha sospeso parte delle sanzioni contro la compagnia petrolifera russa Lukoil. E mentre il quadro internazionale resta instabile, Dmitry Medvedev rilancia l’ennesimo avvertimento all’Europa: la “sottrazione di asset russi potrebbe costituire un casus belli”.

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