La guerra in Ucraina raggiunge il giorno 1.387, tra nuovi attacchi sul campo e intense manovre diplomatiche. Kiev ha reso noto che una serie di droni ha colpito una piattaforma petrolifera russa nel Mar Caspio, segnando un’escalation delle operazioni militari a distanza dalla linea del fronte.
Sul fronte diplomatico, gli Stati Uniti continuano a ribadire la loro attenzione sul dossier ucraino. L’ex presidente Donald Trump ha dichiarato che Washington “non vuole perdere tempo sul dossier Ucraina” e ha definito la discussione avuta con i leader europei “con termini forti”. La telefonata, durata 40 minuti, ha coinvolto Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz, reduci dall’incontro di lunedì scorso a Downing Street con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
La chiamata è giunta alla vigilia della nuova riunione della cosiddetta “coalizione dei Volenterosi”, presieduta da Francia e Regno Unito e prevista in videoconferenza. Durante i contatti, i leader europei avrebbero chiesto a Trump di organizzare un incontro tra lui e Zelensky nel corso del fine settimana. Parallelamente, l’Ucraina ha inviato a Washington un piano aggiornato per porre fine al conflitto, dopo aver visionato il programma elaborato dagli apparati statunitensi.
Sul fronte russo, il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha avvertito che Mosca reagirebbe a un eventuale dispiegamento di truppe europee in Ucraina. “La Russia non ha alcuna intenzione di entrare in guerra con l’Europa”, ha precisato Lavrov, sottolineando tuttavia che reagirebbe a qualsiasi azione militare percepita come una minaccia diretta ai propri confini.
Il conflitto continua dunque tra attacchi mirati, iniziative diplomatiche e la costante tensione tra Mosca e l’Occidente, mentre l’Ucraina cerca sostegno internazionale per rafforzare la propria difesa e spingere verso una possibile risoluzione della guerra.





