“Sono tranquilla e fiduciosa, speriamo bene”. Con queste parole Chiara Ferragni ha commentato una pausa dell’udienza del processo per il cosiddetto Pandoro gate, in corso a Milano. L’influencer è imputata per truffa aggravata in relazione alla campagna benefica legata al “Pandoro Pink Christmas” di Balocco del Natale 2022 e alle uova di Pasqua griffate Ferragni vendute nel 2021 e 2022 da Dolci Preziosi. La sentenza è attesa per il prossimo 14 gennaio.
Nel corso dell’udienza, i legali dell’imprenditrice digitale, gli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, hanno chiesto l’assoluzione sostenendo che Ferragni ha già risarcito e sanato la vicenda in sede amministrativa. Secondo la difesa, una condanna penale costituirebbe una violazione del principio del ne bis in idem, che vieta di punire due volte una persona per gli stessi fatti.
Durante l’arringa, durata quasi quattro ore e svolta a porte chiuse, i difensori hanno ricordato come Ferragni abbia versato complessivamente circa 3,4 milioni di euro tra risarcimenti e donazioni. Sarebbero state inoltre citate vicende analoghe legate alla pubblicità ingannevole in ambito ambientale e di sostenibilità, risolte con sanzioni amministrative senza conseguenze penali.
I legali hanno insistito sulla “buona fede” dell’imputata, valorizzando anche le dichiarazioni spontanee rese da Ferragni nell’udienza dello scorso 25 novembre. Contestata inoltre, alla Procura di Milano, l’assenza di un nesso causale tra i presunti “artifizi e raggiri” e la decisione dei consumatori di acquistare i prodotti.
All’uscita dall’aula, gli avvocati sono stati netti: “Chiara Ferragni è innocente. Non c’è reato”. La Procura, che ha coordinato le indagini con il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, sta valutando se replicare alle argomentazioni della difesa. Nelle prossime ore prenderanno la parola anche i legali degli altri coimputati.
Ferragni, 38 anni, ha ribadito la sua serenità: “Ho ascoltato i miei avvocati e sono fiduciosa”. Ora la parola passa ai giudici, chiamati a decidere su uno dei casi mediatici più discussi degli ultimi anni.





