Latest Posts

Ucraina, Putin apre al dialogo: «Pronti a negoziare sulle proposte del 2024»

La guerra in Ucraina entra nel giorno 1.395 mentre sul piano diplomatico e finanziario si registrano segnali contrastanti tra aperture, avvertimenti e dure prese di posizione. Da Bruxelles arriva un annuncio di rilievo: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha comunicato il raggiungimento di un’intesa per un prestito da 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina, destinato a coprire i prossimi due anni. Il finanziamento avverrà attraverso debito comune europeo, una soluzione che ha raccolto un consenso più ampio rispetto all’ipotesi, più controversa, dell’utilizzo degli asset russi congelati.

Sul fronte internazionale, il candidato presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che si sarebbe “più vicini a un accordo” per porre fine al conflitto, sottolineando però che Kiev “deve muoversi rapidamente”. Parole che lasciano intravedere una possibile pressione politica sull’Ucraina in vista di eventuali negoziati, pur senza fornire dettagli concreti su tempi e modalità.

A Bruxelles è intervenuto anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che in conferenza stampa ha ribadito la necessità di rafforzare le garanzie di sicurezza per il suo Paese. Secondo Zelensky, la presenza di truppe europee in Ucraina potrebbe “ridurre il rischio di una nuova invasione russa”, precisando tuttavia che non si tratterebbe di forze chiamate a combattere, ma di una misura di deterrenza e stabilizzazione.

Durissima la reazione di Mosca. Il Cremlino ha commentato l’annuncio sul prestito europeo sostenendo che “von der Leyen e Merz dovrebbero dimettersi”, accusando i leader europei di alimentare il conflitto. A rincarare la dose è stato lo stesso Vladimir Putin, che durante la conferenza stampa di fine anno ha dichiarato che la Russia è pronta “a negoziare sulla base delle proposte del 2024”, lasciando intravedere una possibile apertura, seppur condizionata.

Il presidente russo ha poi attaccato frontalmente l’ipotesi di utilizzare i beni russi congelati in Occidente per finanziare l’Ucraina, definendola una “rapina”. «Non importa cosa rubino – ha affermato Putin, riferendosi ai leader europei – prima o poi dovranno restituirlo e, cosa più importante, andremo in tribunale per proteggere i nostri interessi».

Latest Posts

spot_imgspot_img

Don't Miss

Stay in touch

To be updated with all the latest news, offers and special announcements.