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L’appello di Papa Leone XIV a un’amicizia autentica e a una missione condivisa

L’amarezza può insinuarsi anche nei luoghi della Chiesa chiamati più direttamente al servizio dell’unità e della comunione. Lo ha riconosciuto Papa Leone XIV nel corso dell’udienza alla Curia romana per gli auguri di Natale, offrendo una riflessione franca sulle dinamiche interne e rilanciando con forza il valore dell’amicizia, della fiducia e della missione.

«L’amarezza a volte si fa strada anche tra di noi quando, magari dopo tanti anni spesi al servizio della Curia, notiamo con delusione che alcune dinamiche legate all’esercizio del potere, alla smania del primeggiare, alla cura dei propri interessi, non stentano a cambiare», ha affermato il Pontefice, ponendo una domanda tanto semplice quanto impegnativa: «È possibile essere amici nella Curia Romana?».

Una domanda che non resta sospesa, ma trova risposta nell’esperienza quotidiana di relazioni autentiche. «Nella fatica quotidiana, è bello quando troviamo amici di cui poterci fidare», ha detto Papa Leone XIV, sottolineando l’importanza di ambienti in cui “cadono maschere e sotterfugi”, dove le persone non vengono “usate e scavalcate” e dove si riconosce a ciascuno il proprio valore e la propria competenza, evitando il sorgere di insoddisfazioni e rancori.

Lo sguardo del Pontefice si è poi allargato alla visione complessiva della Curia romana, chiamata a rinnovarsi in chiave missionaria. «Abbiamo bisogno di una Curia romana sempre più missionaria», ha affermato, auspicando istituzioni e uffici capaci di guardare alle grandi sfide ecclesiali e pastorali.

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