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Lacedonia, 29 dicembre 2025, nella Cattedrale di Lacedonial’evento Caldlelight

Lacedonia, 29 dicembre 2025, nella Cattedrale di Lacedonial’evento

Caldlelight – Piano Solo Show a Lume di Candela

Grande musica pianistica nella Cattedrale di Lacedonia, illuminata soltanto da tantissime candele, lunedì 29 dicembre. Un evento musicale, questo, che evidentemente vuole trasmettere suggestioni uditive e visive, ma anche olfattive, a chi avrà la fortuna di parteciparvi, stante il fatto che fin dal medioevo era la cera d’api, ovvero la sua combustione, ad offrire ai templi cristiani l’inconfondibile odore che proietta la mente in una dimensione extratemporale ed extraspaziale, ovvero metafisica, per adoperare una sola parola.

Si chiudono dunque in bellezza le manifestazioni comprese nel POC della regione Campania “IRPINIAUTENTICA: CULTURA, NATURA, IDENTITÀ E SPETTACOLO – IMMERSI TRA I BORGHI ALLA SCOPERTA DELL’IRPINIA D’ORIENTE”. del quale il comune di Lacedonia è stato capofila. Si è trattato di un coacervo di iniziative artistiche, culturali, musicali, enogastronomiche e così via, dilatatosi per diversi mesi e, a cominciare proprio da quanto progettato dall’Amministrazione comunale di Lacedonia, essi sono serviti a scoprire le peculiarità uniche degli antichissimi paesi dell’Alta Irpinia, quelli che hanno partecipato all’iniziativa, ovviamente.

Per dimostrare tale assunto farò soltanto riferimento alla location dello spettacolo Caldlelight – Piano Solo Show a Lume di Candela di domani sera: la cattedrale di Lacedonia dedicata a Santa Maria Assunta e San Nicola di Mira.

Coloro che interverranno avranno la possibilità di scoprire che si tratta di un luogo importantissimo in materia di storia e di culto. Essa, infatti, sorge ove si trovava la chiesa di Sant’Antonio, nella quale, ai piedi di un altare ligneo che ancora si conserva, nella notte dell’undici settembre del 1486 i baroni ivi convenuti perpetuarono il giuramento contro Ferrante di Aragona.

Ma la cattedrale è innanzitutto legata in maniera indissolubile e saldissima ad un grande santo, san Gerardo Maiella. Per ben quattro anni, infatti, a partire dal 1740, le sue navate furono il proscenio entro il quale il giovanissimo Gerardo, dai 15 ai 19 anni circa, teneva compagnia al suo amatissimo “Prigioniero”, ovvero al Santissimo Sacramento rinchiuso nel tabernacolo. E proprio qui egli ebbe a compiere miracoli passati alla storia, come quello della chiave caduta nel pozzo e fatta recuperare da una statuetta di Gesù Bambino, quella che si trovava tra le braccia, per l’appunto, di sant’Antonio da Padova, oggi esposta alla devozione dei fedeli al pari del pozzo.

Insomma, intorno a questa chiesa ruotano tantissime attrattive che un evento quale quello in oggetto intende contribuire a portare in luce.

In questa maniera trova concreta epifania la scoperta di questa parte dell’Irpinia, quella orientale, alla quale il POC si riferisce e che costituisce uno tra i traguardi più importanti da tagliare.

A cura di Michele Miscia

 

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