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Cras-Montana, Jessica Moretti fugge dall’incendio con la cassa del locale

Una notte di festa trasformata in tragedia. Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric Moretti, proprietari del locale Le Constellation a Crans-Montana, sono indagati per il rogo della notte di Capodanno in cui hanno perso la vita 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite. In un messaggio inviato a un amico subito dopo la tragedia, i due scrivono: «Siamo vivi, ma è una catastrofe».

Jessica era presente nel locale al momento dell’incendio e si è ustionata a un braccio mentre cercava di fuggire, mentre Jacques si trovava in un altro locale. La sera del 31 dicembre, circa 400 ragazzi erano stipati nella struttura, che disponeva di un’unica via d’uscita. Tra di loro anche il figlio di Jessica, avuto da un precedente matrimonio. Jacques, capo dello staff, ha tentato di sfondare i pannelli di plexiglass che intrappolavano le persone nella veranda ormai in fiamme. Jessica è riuscita a uscire in strada tenendo tra le mani la cassa del locale, una scena immortalata, secondo Repubblica, da due telecamere e che potrebbe costarle anche l’accusa di omissione di soccorso.

Jacques e Jessica, noti come “i corsi” per le loro origini nell’isola a nord della Sardegna, hanno costruito la loro carriera a Crans-Montana. Jessica è figlia di un vigile del fuoco di Cannes e nipote del presidente del comitato municipale degli incendi forestali. Jacques, invece, ha un passato controverso: prima coinvolto in un’inchiesta per sfruttamento della prostituzione, nel 2005 era finito in carcere in Alta Savoia per sequestro di persona e truffa.

Dopo il matrimonio, i coniugi decidono di trasferirsi in Svizzera e dividere le proprietà attraverso quattro società partecipate al 50%. Arrivano nel Vallese nella primavera del 2011 e in pochi anni lasciano la loro impronta sul comprensorio di Crans-Montana: due ristoranti, un discobar e uno chalet diventano parte del loro impero locale. Secondo un’agenzia immobiliare citata da Repubblica, i loro investimenti supererebbero i 20 milioni di franchi.

La loro prima mossa è l’affitto e la ristrutturazione de Le Vieux Chalet, a Lens, trasformato in un ristorante chic di specialità corse, rapidamente diventato punto di riferimento per l’alta società svizzero-francese e italiana. Grazie al successo, ottengono finanziamenti bancari, acquistano il ristorante e una villa nelle vicinanze per circa 5 milioni di franchi.

Il salto di qualità arriva nel 2015 con il bar Le Constellation e la brasserie Le Petite Maison. Il metodo è collaudato: affitto elevato, ristrutturazione a misura di turismo di lusso, poi acquisto grazie ai finanziamenti. Anche il discobar della tragedia segue lo stesso percorso.

I lavori nel locale erano stati pensati per ottimizzare gli spazi e bilanciare l’affitto mensile di 40mila franchi. L’acquisto, due anni fa, era avvenuto a 1,5 milioni, una cifra fuori mercato. Per rientrare dell’investimento, secondo le ricostruzioni, i coniugi avrebbero risparmiato su sicurezza e controlli, contribuendo così alla gravità del disastro.

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