Latest Posts

Curata per quattro anni con la chemio per un tumore inesistente: “Ora sono malata davvero per colpa di quelle cure”

Per quattro anni è stata sottoposta a cicli di chemioterapia, cortisone e steroidi per un linfoma intestinale che in realtà non esisteva. Oggi Daniela Montesi, 65 anni, di Pontedera, porta sul corpo e sulla salute le conseguenze di una diagnosi sbagliata che le ha cambiato la vita. La Corte d’Appello di Firenze ha condannato nei giorni scorsi l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana a risarcirla con circa 500 mila euro, riconoscendo il grave danno subito.

I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2007 e il 2021, quando i medici della clinica Santa Chiara di Pisa, parte dell’Aoup, le diagnosticarono un linfoma all’intestino in fase avanzata. Una diagnosi che si è poi rivelata completamente errata, come dimostrato da una biopsia successivamente eseguita all’ospedale di Genova. Nel frattempo, però, Daniela Montesi era già stata sottoposta a terapie invasive e pesanti, rivelatesi inutili e profondamente dannose per il suo sistema immunitario.

In un’intervista a La Stampa racconta: «Mi sento una donna finita, non c’è modo di essere sereni, neanche dopo la sentenza». Una sofferenza che va ben oltre il piano giudiziario: «Prima stavo bene, ora mi sono ammalata davvero» afferma, spiegando di essere tuttora ricoverata frequentemente per curare patologie legate all’indebolimento del sistema immunitario, compromesso dalle cure sbagliate.

Già nel 2024 il Tribunale di Pisa aveva riconosciuto un primo risarcimento di circa 300 mila euro, ma la difesa, rappresentata dall’avvocata Sonia Ticciati, aveva presentato appello ritenendo insufficiente la quantificazione del danno. I giudici di secondo grado hanno accolto la richiesta, aumentando la somma e “personalizzando” il risarcimento in base alla gravità delle conseguenze subite.

Nelle motivazioni, la Corte ha sottolineato anche «la straordinaria angoscia e sofferenza» provocate dalla convinzione di essere affetta da un tumore in fase terminale. Una condizione che ha inciso profondamente sulla vita personale e lavorativa della donna, costretta a lasciare il lavoro di assicuratrice e privata anche della patente di guida per le sue condizioni di salute.

«Cosa può importarmi dei soldi – conclude Montesi – se non c’è un modo per farmi stare bene?». Madre di due figli, oggi combatte contro malattie che non aveva prima, conseguenza diretta di cure somministrate senza che vi fosse alcuna necessità: perché quel tumore, semplicemente, non c’era.

Latest Posts

spot_imgspot_img

Don't Miss

Stay in touch

To be updated with all the latest news, offers and special announcements.