Latest Posts

Napoli nobilissima: due atti unici di Raffaele Viviani. Regia di Geppy Gleijeses

«Trasformava i problemi in opportunità»: con queste parole Peppino de Filippo esprimeva la sua ammirazione per Raffaele Viviani. Condivide tale ammirazione Geppy Gleijeses, che con Napoli nobilissima porta in scena due atti unici del grande drammaturgo napoletano.
Alle 5 del mattino le città sono ancora immerse nel sonno. Tutte, tranne la Napoli di Viviani, la quale prima che sorga l’alba già brulica di vita. Un pullulare di voci, scherzi, urla, battute, commenti, litigi, ripicche ed equivoci anima e colora i vicoli e le case, regalando un pittoresco, rumoroso e gustoso benvenuto al nuovo giorno. Al centro della scena don Giacinto, un po’ tonto, oggetto di scherno e di dileggio da parte della gente del quartiere. La vittima prediletta, sembrerebbe. Ma il procedere dell’azione ci svela quanto sappia essere anche lui a sua volta aguzzino. Cattiveria? Nossignore. In questa Napoli di miseria e dignità si colpisce e si subisce restando sempre nel perimetro del gioco. Un’umanità povera di denaro, di agi e di beni materiali, ma non certo di spirito, di energia e di fantasia. Ecco cosa ci mostra il primo atto unico, che trae il titolo dal protagonista: Don Giacinto.
A seguire La musica dei ciechi, ben più divertente, commovente e artisticamente valido. Il dramma dona agli spettatori la piacevole, allegra e spassosa esibizione di un’orchestrina composta da non vedenti e diretta dal guercio don Alfonso. Una comitiva di disgraziati, il cui unico obiettivo è sbarcare il lunario. Tante le battute e tante le risate. E un finale dolce e toccante, che non può lasciare indifferenti.

Poco calorosa la risposta del fitto pubblico presente al cine-teatro Partenio di Avellino al termine del primo atto, in concomitanza con la chiusura del sipario. Si alza, però, il tiro alla fine della rappresentazione: gli spettatori, pur senza entusiasmarsi eccessivamente, mostrano apprezzamento, omaggiando l’impegno e la professionalità degli attori. Convincenti le performance di Chiara Baffi e Massimiliano Rossi, lodevole il trasformismo di Gleijeses figlio, che entra ed esce di scena come un Fregoli dei giorni nostri. Su tutti campeggia il Gleijeses padre, regista e primo attore, che conferma la sua statura di interprete significativo.

Cast:
Geppy Gleijeses, Lorenzo Gleijeses, Chiara Baffi, Massimiliano Rossi
Regia:
Geppy Gleijeses
Scene:
Roberto Crea
Costumi:
Chiara Donato
Produzione:
Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Dear Friends

Articolo a cura di Ciro Borrelli

Latest Posts

spot_imgspot_img

Don't Miss

Stay in touch

To be updated with all the latest news, offers and special announcements.