Un progetto innovativo unisce arte, tradizione e salute mentale nel cuore della provincia di Cuneo. Si tratta del “Presepe antropologico: il cammino dell’umanità attraverso la storia del presepe napoletano e piemontese”, un’iniziativa che coinvolge gli utenti del DSM di Savigliano, Fossano e Saluzzo, in collaborazione con l’associazione Diaspi e con il patrocinio del Comune di Savigliano e dell’ASL Cuneo 1, con il contributo di Crs Banca.
L’obiettivo del progetto è duplice: da un lato raccontare la storia del presepe, dalle origini napoletane e piemontesi fino ai giorni nostri, dall’altro promuovere la salute mentale sul territorio, ispirandosi ai principi del Dottor Franco Basaglia, pioniere della psichiatria italiana e della tutela della dignità dei malati di mente.
Il presepe antropologico non si limita a rappresentare la Natività, ma integra anche figure simboliche, note come “spauracchi”, che nella tradizione popolare venivano utilizzate per esorcizzare paure ataviche come la morte. Tra questi, il progetto ha recuperato Maria mane Longhe, uno spauracchio tipico dell’Irpinia raccontato alle bambine per tenerle lontane dai pozzi. La figura è stata inserita nel presepe all’interno di un pozzo, richiamando la storia del Pozzo dei pazzi dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli e la tradizione degli ex voto dedicati a divinità e defunti. Il pozzo diventa così un elemento simbolico centrale, in cui le paure, i tabù e i pregiudizi legati alla malattia mentale vengono esorcizzati attraverso la narrazione artistica.
Il presepe include inoltre riferimenti ad altre tradizioni popolari, come Mamma Sirena, ispirata al “Presepe favoloso” dei fratelli Scuotto nel Rione Sanità di Napoli, e una rielaborazione contemporanea della nascita di Cristo ambientata nel Tempio, ma con uno sfondo di Gaza, a simboleggiare la guerra e le sofferenze globali. Accanto alla scena della Natività è collocato un albero spoglio con un drappo insanguinato, denuncia silenziosa delle ingiustizie del mondo, a suggello del forte messaggio sociale e culturale del progetto.
La scelta di collocare l’installazione nella chiesa consacrata di San Giovanni Battista, ex Agorà di Savigliano, ha consentito l’apertura della struttura al pubblico, valorizzando ulteriormente la fruizione culturale e artistica dell’iniziativa.
Il progetto ripercorre le radici della tradizione del presepe, dalla rivoluzione neolitica circa 12.000 anni fa, passando per i riti agrari e le divinità legate agli elementi della natura, fino alle grandi religioni e alle celebrazioni contemporanee, come il Natale. Il lavoro dei curatori comprende anche la raccolta di storie e rituali locali, come la tirata dei carri di Mirabella Eclano, narrata nel libro redatto dai promotori dell’iniziativa.
L’iniziativa si propone quindi come un’occasione di riflessione culturale, artistica e sociale, unendo la bellezza del patrimonio tradizionale alla sensibilizzazione sul tema della salute mentale, in un percorso che mira a coinvolgere utenti, famiglie e comunità tutta.






