Ridurre le liste d’attesa e migliorare l’accesso alle cure diventa una delle prime priorità del nuovo corso della Regione Puglia guidato da Antonio Decaro. A partire dal 1° febbraio, migliaia di cittadini pugliesi saranno contattati direttamente dalle Aziende sanitarie locali per la riprenotazione e l’anticipazione di visite mediche, esami diagnostici e controlli periodici.
Il provvedimento nasce da una riunione tenutasi in presidenza regionale tra il neo-governatore e i vertici della sanità pugliese e rappresenta l’avvio di un piano sperimentale di abbattimento delle liste d’attesa che coinvolgerà tutte le Asl del territorio. L’obiettivo è intervenire in modo mirato sulle prestazioni considerate più critiche nei report di monitoraggio, con particolare attenzione alle visite urgenti e ai controlli programmati che hanno accumulato ritardi significativi.
Tra le misure previste figura anche l’estensione degli orari degli ambulatori specialistici, che potranno restare aperti fino alle 23 e operare anche nei fine settimana. Una scelta pensata per aumentare il numero delle prestazioni erogabili e recuperare il ritardo accumulato negli ultimi anni. Parallelamente, la Regione punta a rafforzare il controllo sull’appropriatezza delle prescrizioni, per evitare esami e visite non necessari che finiscono per congestionare le agende e allungare i tempi di attesa per chi ha reale bisogno di cure.
La chiamata diretta ai cittadini per anticipare le prenotazioni rappresenta una novità nella gestione sanitaria locale. L’intento dichiarato è quello di ribaltare il meccanismo tradizionale, rendendo le Asl più proattive nell’organizzazione delle agende e nella gestione delle priorità cliniche. Un cambiamento che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe garantire maggiore trasparenza, efficienza e una risposta più rapida alle esigenze di salute della popolazione.
Il piano sperimentale sarà monitorato nelle prossime settimane per valutarne l’efficacia e, in caso di risultati positivi, potrà diventare strutturale. Per la giunta Decaro si tratta di un banco di prova importante su uno dei temi più sentiti dai cittadini pugliesi: il diritto a cure tempestive e accessibili.





