Latest Posts

Finché giudice non ci separi

«Si può smettere di essere mogli o mariti, ma non madri o padri». Con queste parole ieri Biagio Izzo ha voluto congedarsi dal fitto e calorosissimo pubblico del cineteatro “Partenio” di Avellino. Meritatissimi gli applausi per Finché giudice non ci separi, che ha visto la regia ma anche la strepitosa performance di Augusto Fornari, nella parte di Mauro, un uomo alle prese col divorzio, al pari di altri suoi tre amici.

Chi è messo più male, almeno nelle apparenze, è Massimo, interpretato da un eccezionale Biagio Izzo, libraio un po’ pedante che all’inizio della commedia pare rimpianga più la casa e la prestigiosa e costosa libreria che gli affetti familiari.

Il suo tentativo di suicidio costringe i suoi fidati amici, Paolo, Roberto e il già menzionato Mauro ad accorrere da lui precipitosamente. Anziché tirarlo su, però, i tre compari finiscono per angosciarlo ulteriormente, scaricando in casa sua, un sottotetto maleodorante e fatiscente, frustrazioni e malumori dovuti a problemi mai superati e a sofferenze mai metabolizzate.

Fino a che non bussa alla porta la nuova vicina, il cui arrivo inizialmente complica e aggrava la situazione ma poi contribuisce in maniera inaspettata, attraverso il classico meccanismo dell’anagnorisis, ossia il “riconoscimento “, al felice scioglimento, finale obbligato per ogni commedia che si rispetti. Bravissimi anche Adriano Falivene, nei panni di Paolo, un po’ enigmatico e schivo, perché custode di un segreto, e Roberto Giordano, nelle vesti del più ingenuo della brigata, Roberto.

Convincenti anche le attrici, Carla Ferraro nelle vesti di una solerte giudice, e Adele Vitale, l’ex-moglie di Mauro. Curato nei dettagli l’allestimento, con una scenografia che evidenzia l’ambientazione cupa e degradata, in sintonia con lo sviluppo della storia. Il ritmo serrato e l’alternanza di momenti brillanti e spunti di riflessione fanno sì che il tempo scorra velocemente, senza mai distrarre lo spettatore.

In conclusione, Finché giudice non ci separi, tratto dall’omonimo film del 2018, si presenta come una commedia brillante e al contempo amara, che diverte ma che soprattutto invita a riflettere su come spesso gli interessi personali vengano anteposti agli affetti e su quanto l’autoconvinzione di costituire la parte lesa all’interno della coppia possa determinare l’incancrenirsi le relazioni. Complimenti a Biagio Izzo e all’intera compagnia.

  • Regia:Augusto Fornari.
  • Scrittura:Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli.
  • Cast principale:Biagio Izzo (Massimo), Adriano Falivene (Paolo), Augusto Fornari (Mauro), Roberto Giordano (Roberto), Carla Ferraro (la giudice)

a cura di Ciro Borrelli

Latest Posts

spot_imgspot_img

Don't Miss

Stay in touch

To be updated with all the latest news, offers and special announcements.