Roma ha detto addio a Valentino Garavani, scomparso il 19 gennaio, con una cerimonia sobria ma intensa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Tanti vip internazionali e figure del mondo della moda, della cultura e della politica hanno partecipato alle esequie per rendere omaggio al celebre stilista.
Tra i messaggi di addio, spicca quello di Giancarlo Giammetti, ex compagno e braccio destro di Valentino, che su Instagram ha condiviso un omaggio speciale: una foto con la celebre frase del couturier, “Mi piace la bellezza, non è colpa mia”, accompagnata da un quadro di Andy Warhol che ritrae Valentino nei toni del suo iconico rosso, con in sottofondo l’aria di Giacomo Puccini cantata da Maria Callas, musa e amica dello stilista.
Alla cerimonia hanno partecipato numerosi nomi illustri: Anne Hathaway, Anna Wintour, Pierpaolo Piccioli, Donatella Versace, Tom Ford, Alessandro Michele, Eleonora Abbagnato e Anna Fendi. Tra i presenti anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e l’ex sindaco Francesco Rutelli, a testimonianza della stima universale verso il maestro della moda italiana.
All’interno della basilica, così come era stato per la camera ardente, la scenografia era rigorosamente sobria: solo fiori bianchi e, accanto al feretro, una fotografia in bianco e nero che ritrae Valentino sorridente. All’esterno, un uomo ha esposto un cartello con la scritta: “Tutto il mondo piange Valentino… Perdiamo un fiore, il fiore più bello”.
Don Pietro Guerini, celebrante della cerimonia, ha ricordato Valentino come un seminatore di bellezza: “Valentino, mi piace pensarla davanti al Signore mentre raccoglie i frutti della bellezza che ha seminato in tanti esempi di vita. La bellezza salva, e produce sogni che cambiano il mondo”. Durante l’omelia, durata circa dieci minuti, il sacerdote ha aggiunto: “Caro Valentino, stimatissimo maestro, la accompagniamo oggi nel suo incontro con il Signore. Possiamo solo immaginare e dire con timide parole la meraviglia dell’incontro con la grandezza di Dio. Entrando nella vita di Dio, lei incontra tutti i frammenti della storia umana in cui la bellezza ha vinto, è stata liberata, ha riscattato la morte. Mi piace immaginarla davanti al Signore in questa visione universale”.
Dopo l’omelia, durante l’offertorio, è risuonata l’Ave Maria di Schubert, uno dei momenti più commoventi della cerimonia, che ha accompagnato gli ultimi saluti al couturier che ha reso celebre l’eleganza italiana in tutto il mondo.





