Undici anni, due zaini sulle spalle e sei chilometri a piedi nella neve e a temperature sotto lo zero. È la drammatica vicenda che ha coinvolto un bambino residente a Vodo, che martedì pomeriggio è stato fatto scendere dall’autobus della linea 30 Calalzo-Cortina perché non aveva il biglietto da 10 euro, obbligatorio in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026.
Il piccolo, che frequenta la scuola media di San Vito, aveva provato a salire sull’autobus delle 16.40 con due compagni di classe dopo che il primo mezzo era passato senza fermarsi. Dopo aver staccato un biglietto, l’autista gli avrebbe chiesto di pagare 10 euro. Al suo rifiuto, gli è stato detto di scendere e tornare a casa a piedi. «Aveva una temperatura corporea di 35 gradi, era congelato e aveva iniziato a nevicare», racconta la madre, Sole Vatalaro, sottolineando che il bambino possedeva altri biglietti e sarebbe stato sufficiente multarlo o trattenere il biglietto non valido.
La famiglia ha sporto querela per abbandono di minore. A riferirlo è la nonna, Chiara Balbinot, avvocato di Padova: «È tornato a casa congelato, sta ancora male». La vicenda ha suscitato indignazione, anche perché l’autobus coinvolto è quello della linea più discussa negli ultimi giorni, con tariffe aumentate in occasione dei grandi eventi sportivi invernali.
«Per me è allucinante», aggiunge la madre. «Potevano gestire la situazione diversamente, senza mettere a rischio un bambino». L’episodio ora sarà oggetto di indagine da parte delle autorità competenti.





