“Non auguro a nessuno quello che ho passato”. Parole dure, ma cariche di verità, quelle di Nicola Carraro, marito di Mara Venier, mentre ripercorre gli ultimi dodici mesi della sua vita, segnati da dolore, ricoveri e paura. Oggi il produttore cinematografico può raccontarlo da sopravvissuto, pronto a spegnere 84 candeline il prossimo 1° febbraio, un compleanno che per lui ha più valore di una semplice festa: è il simbolo di una vittoria personale dopo quello che ha definito “l’anno peggiore della mia vita”.
Tutto è iniziato con un grave problema alla schiena che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, seguito da un intervento risolutivo in un ospedale pubblico di Treviso. Quando sembrava tornata la normalità, una terapia dimagrante prescritta per aiutarlo a muoversi meglio si è trasformata in un incubo: pancreatite acuta e ricovero d’urgenza, con le condizioni che precipitavano giorno dopo giorno. “In ospedale dissero a Mara che ero in fin di vita”, racconta Carraro, ricordando tre settimane di ricovero e una lotta contro il tempo per sopravvivere.
Nei momenti più drammatici, accanto a lui c’è stata Mara Venier, instancabile e presente, pronta a fare avanti e indietro da Roma pur di non lasciarlo solo. “Se sono qui è grazie a lei. La sua forza, la sua determinazione e il suo modo di starmi accanto mi hanno fatto reagire”, ammette Nicola. Dopo le dimissioni, la ripresa è stata lenta e difficile: camminare rimaneva una sfida, ma lo sguardo della moglie gli ha dato la motivazione per non arrendersi. “Le ho promesso che non mi sarei arreso. Oggi posso dirlo: questo compleanno lo festeggerò in piedi”.
Insieme da 26 anni, Nicola e Mara escono da questa prova più uniti che mai. “È una donna straordinaria, lo sapevo già prima di incontrarla. Ora ne ho avuto la conferma”, conclude Carraro, con parole semplici ma cariche di significato, simbolo di un amore duraturo e incrollabile.





