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L’uomo della foto simbolo della violenza al corteo: «Così sono finito in mezzo agli scontri»

Dalla pensione alla prima linea, quasi per caso. Claudio Francavilla, 68 anni, è l’uomo immortalato nella fotografia diventata il simbolo degli scontri durante il corteo di corso Regina Margherita. Un’immagine che ha fatto il giro dei social e dei media, trasformandolo, suo malgrado, nel volto della violenza esplosa durante la manifestazione.

«Volevo solo manifestare, non cercavo guai», racconta Francavilla. Pensionato, una vita di lavoro alle spalle, era sceso in strada per esprimere il proprio dissenso in modo pacifico. «Mi sono ritrovato improvvisamente in mezzo al caos, tra cariche, urla e fumogeni. Non ho fatto in tempo ad allontanarmi».

Secondo il suo racconto, la situazione sarebbe degenerata in pochi istanti. «Ho visto arrivare la polizia, poi le prime spintoni, le manganellate. Ne ho prese anche io», dice mostrando i segni ancora visibili sul corpo. «Non ero armato, non stavo lanciando nulla. Cercavo solo di proteggermi».

La foto che lo ritrae, con il volto segnato e lo sguardo smarrito nel mezzo degli scontri, è diventata l’emblema di una giornata che ha riacceso il dibattito sull’ordine pubblico e sulla gestione delle manifestazioni. In molti l’hanno interpretata come l’immagine di una protesta degenerata, altri come il simbolo di cittadini comuni travolti dalla violenza.

«Fa impressione rivedermi così ovunque», ammette Francavilla. «Non mi sento un eroe né un violento. Sono solo una persona che voleva far sentire la propria voce».

La sua testimonianza si aggiunge a quelle di altri manifestanti che denunciano una gestione tesa del corteo e l’uso della forza. Intanto, restano aperti gli accertamenti su quanto accaduto lungo corso Regina Margherita, mentre l’immagine di Claudio Francavilla continua a raccontare, da sola, il volto più amaro di quella giornata.

Fonte – La Stampa

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