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Omicidio Ylenia Muselli, il fratello confessa: “Sono stato io a ucciderla”

Si è consegnato alla polizia e ha confessato di essere stato lui a uccidere la sorella Ylenia Musella, 22 anni. Giuseppe Musella, 28 anni, era sottoposto a fermo dalla Procura di Napoli per l’omicidio della giovane, avvenuto martedì pomeriggio nel quartiere Ponticelli. La 22enne è stata colpita alle spalle con un coltello e, trasportata d’urgenza all’ospedale Villa Betania, è morta poco dopo l’arrivo in pronto soccorso.

Secondo le prime ricostruzioni, alla base della tragedia ci sarebbe stata una lite scoppiata per motivi futili: la musica ad alto volume avrebbe infastidito Giuseppe, che voleva dormire. Il diverbio tra i due fratelli è degenerato fino all’aggressione mortale, con un fendente alla schiena che ha provocato la morte della giovane. Sulla dinamica e sul movente continuano le indagini della Polizia di Stato, coordinate dalla Procura di Napoli con il pm Ciro Capasso e il procuratore aggiunto Alessandro Milita.

Ylenia era molto legata alla famiglia, e in particolare al fratello, come dimostrano i post sui social: “Non vorrei mai vederti soffrire perché se stai bene tu, sto bene anch’io. Sei tutto per me, sei il bene più prezioso”, scriveva la giovane su Instagram. Di contro, il profilo social di Giuseppe mostrava un atteggiamento inquietante: nella foto profilo il 28enne si copre un occhio con una mano e con l’altra fa il gesto della pistola.

La giovane viveva insieme al fratello, in assenza dei genitori: sia la madre che il patrigno sono attualmente detenuti, quest’ultimo considerato un elemento di spicco del clan Casella-Circone, attivo nelle attività illecite della zona. Dalle indagini emerge un quadro di contrasti accesi tra i due fratelli, che sembrano aver alimentato la tragica escalation culminata nell’omicidio.

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