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Forno crematorio di Pietradefusi: il Comune vince al Tar, al via la gara d’appalto

Il Comune di Pietradefusi incassa una vittoria netta davanti al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania. Con sentenza pronunciata il 4 febbraio 2026, il TAR – Sezione staccata di Salerno – ha dichiarato irricevibile e comunque infondato il ricorso principale presentato contro gli atti amministrativi relativi al progetto di realizzazione di un forno crematorio nel territorio comunale, confermandone la piena legittimità.

I giudici amministrativi hanno inoltre dichiarato improcedibile il ricorso incidentale, disponendo la compensazione delle spese di giudizio, a conferma della complessità della vicenda. Il dispositivo della sentenza è stato emesso alle 17.30 di ieri, mettendo la parola fine – almeno in questa fase – al contenzioso che aveva bloccato l’iter dell’opera.

Il ricorso principale era stato presentato da tre imprenditori locali e dal comitato “Amici Santangiolesi di Pietradefusi”, contrario alla realizzazione del tempio per le cremazioni nel cimitero di Sant’Angelo a Cancelli, borgo rurale del Medio Calore noto per la sua vocazione vitivinicola e olearia. Tra i firmatari anche un gruppo ristretto di consiglieri comunali di opposizione all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Domenico Musto.

Secondo quanto accertato dal TAR, il ricorso è risultato irricevibile per tardività. La delibera di giunta n. 61, con cui l’amministrazione comunale aveva approvato la proposta di project financing per la realizzazione dell’impianto, era stata pubblicata all’albo pretorio il 3 ottobre dello scorso anno, mentre il ricorso è stato notificato solo il 22 dicembre 2025, ben oltre i termini previsti per l’impugnazione.

Il collegio giudicante ha inoltre precisato che, anche qualora il ricorso fosse stato presentato nei tempi, sarebbe stato comunque infondato nel merito. Le censure mosse dai ricorrenti, relative al presunto contrasto dell’opera con il Piano regionale di coordinamento per l’autorizzazione degli impianti crematori, non sono state ritenute fondate. Secondo il TAR, l’intervento promosso dal Comune – attraverso la proposta della società Ser.Cim, da realizzarsi e gestirsi in regime di partenariato pubblico-privato – risulta conforme alla normativa vigente e ai criteri pianificatori sovraordinati.

La decisione rappresenta un passaggio chiave per l’amministrazione comunale: cadono gli ostacoli giuridici alla prosecuzione dell’iter e si apre ufficialmente la strada alla gara d’appalto per la realizzazione dell’impianto. Resta ora il termine di 60 giorni per un eventuale ricorso al Consiglio di Stato, ma nel frattempo il Comune potrà procedere con gli atti conseguenti.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Musto che, con una citazione ironica, ha commentato l’esito della sentenza: «Veni, vidi, vici». Una frase che sintetizza l’esito di una battaglia amministrativa destinata a far discutere ancora, ma che segna un punto fermo a favore dell’ente comunale.

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