Emergono nuovi dettagli sulla tragica morte di Zoe Trinchero, la diciassettenne di Nizza Monferrato uccisa lo scorso 6 febbraio. Secondo i primi accertamenti medico-legali, Zoe era ancora viva quando è stata gettata nel canale da un’altezza di circa tre metri, nonostante i colpi ricevuti da Alex Manna, l’amico con cui si era appartata “per parlare”. Gli esami confermano la dinamica del “trauma da precipitazione”, mentre ulteriori analisi saranno necessarie per completare il quadro investigativo.
Alex Manna resta in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Tuttavia, non si esclude uno scarto verso l’ipotesi di femminicidio, reato introdotto nel codice penale lo scorso dicembre, che contempla l’uccisione di una donna per rifiuto di rapporti affettivi. Alcuni amici hanno raccontato che il giovane aveva tentato un approccio con Zoe due settimane prima dell’omicidio e che venerdì sera i due si erano appartati proprio per discutere di questo.
Le testimonianze descrivono un cambiamento marcato nel comportamento di Alex: “Quando lo abbiamo conosciuto sembrava un mollaccione, ma negli ultimi mesi appariva più sicuro, estroverso, con musica gangster e trap”, raccontano gli amici. Un elemento che potrebbe risultare determinante nell’indagine è la testimonianza di Nicole, amica del cuore di Zoe, che ha parlato dei comportamenti ossessivi di Alex nei confronti della ragazza e dei suoi attacchi di ira.
Gli amici riferiscono inoltre che Alex, davanti alla compagnia, ha cercato di incolpare un’altra persona, accusando un ragazzo di colore prima dell’arrivo dei carabinieri, e solo in seguito ha mostrato segni di pianto e disperazione per quanto accaduto.
Intanto, a Nizza Monferrato è prevista per la serata una fiaccolata in memoria di Zoe, organizzata dall’associazione Futura e dal Comune. “È il nostro ‘no’ alla violenza”, ha dichiarato il sindaco Simone Nosenzo, sottolineando l’importanza di ricordare la giovane vittima e sensibilizzare la comunità contro ogni forma di violenza di genere.





