Prosegue con crescente intensità il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, giunto oggi al settimo giorno. Nelle ultime ore, le forze iraniane hanno colpito tre obiettivi a Manama, capitale del Bahrein, prendendo di mira un hotel e due edifici residenziali. Secondo fonti locali, i raid hanno causato danni significativi alle strutture, ma non sono ancora stati resi noti dettagli sulle vittime.
Teheran ha ribadito la propria determinazione a sostenere una “guerra prolungata” e ha annunciato l’intenzione di utilizzare armamenti avanzati finora non impiegati sul campo. Dall’altra parte, Israele ha dichiarato il lancio di una “vasta ondata di attacchi” contro infrastrutture chiave situate nella capitale iraniana, Teheran, intensificando così la fase offensiva del conflitto.
Il presidente americano Donald Trump, intervistato dalla Nbc News, ha escluso l’ipotesi di inviare truppe di terra in Iran, definendola una “perdita di tempo”. Trump ha inoltre annunciato l’intenzione di smantellare la struttura di leadership iraniana, citando specifici nomi per la futura guida del Paese, e ha respinto la possibilità che il figlio del leader supremo Khamenei possa assumere ruoli di vertice.
Intanto, emergono dati drammatici dall’Unicef: dall’inizio dell’escalation militare sono quasi 200 i bambini morti negli attacchi, a testimonianza della crescente emergenza umanitaria nella regione. L’Agenzia delle Nazioni Unite ha ribadito la necessità di proteggere la popolazione civile e ha chiesto alle parti in conflitto di rispettare il diritto internazionale umanitario.
Il conflitto, che già presenta caratteristiche di escalation regionale, continua a generare timori per ulteriori ripercussioni sul Medio Oriente e sul piano internazionale, con le potenze mondiali che monitorano attentamente la situazione.





