Una nuova interpretazione scientifica del delitto di Chiara Poggi arriva dall’ingegnere avellinese Gerardo Troncone, che ha inviato alla Procura di Pavia le sue analisi sul caso Garlasco. Lo studio si concentra su un oggetto presente nell’abitazione al momento del ritrovamento del corpo: un vaso rituale metallico di origine induista, noto come kalash lota.
Secondo Troncone, la posizione in cui il vaso fu trovato – in equilibrio sulla sua stretta imboccatura – è altamente improbabile in caso di caduta accidentale. Per verificarlo sono state effettuate analisi cinematiche e simulazioni stocastiche basate sul metodo Monte Carlo: su un milione di cadute simulate, il vaso si è fermato in equilibrio verticale solo in 10-50 casi.
Lo studio prende in considerazione anche l’ipotesi che il vaso possa essere stato usato come arma contundente. Troncone ha calcolato l’energia sprigionata al momento dell’impatto, rilevando che il bordo sottile del kalash lota concentra la forza su un’area molto ridotta, con un effetto definito “fustella”. Particolarmente significativo risulta il cosiddetto terzo colpo: dopo i primi due che avevano già indebolito l’osso occipitale, l’ultimo ha provocato il completo cedimento strutturale del cranio.
Questa nuova analisi scientifica riapre il dibattito sul caso, ponendo al centro l’uso del vaso come possibile arma e la dinamica dei colpi che portarono alla tragica morte di Chiara Poggi.





