Scatta la linea dura contro la morosità sulle bollette idriche. L’Alto Calore Servizi ha avviato le procedure per il distacco dalla rete di circa 20mila utenze, tra contratti domestici e attività commerciali e artigianali, tutte riconducibili a utenti con capacità economica tale da sostenere il pagamento.
Una decisione che arriva al termine di una lunga fase di verifiche e solleciti: prima gli avvisi bonari, poi le diffide e le messe in mora. Solo chi non ha mai risposto né regolarizzato la propria posizione sarà raggiunto dal provvedimento. Restano esclusi i beneficiari del bonus idrico e le famiglie in condizioni di difficoltà economica.
Il quadro che emerge è pesante: il credito complessivo vantato dalla società si aggira intorno ai 112 milioni di euro, una cifra che incide in modo significativo sugli equilibri finanziari dell’ente. L’obiettivo dichiarato dal nuovo management è ristabilire equità, evitando che il peso del servizio ricada esclusivamente sui cittadini in regola con i pagamenti.
Non manca, però, uno spiraglio per i morosi. Prima del distacco, sarà ancora possibile mettersi in regola rivolgendosi agli sportelli dedicati e concordando piani di rientro rateizzati, fino a 12 o 16 mesi per gli importi più consistenti. Chi aderirà prima dell’interruzione del servizio potrà beneficiare anche di una riduzione delle spese accessorie.
Parallelamente, prosegue anche la lotta all’abusivismo. Le verifiche sui contatori hanno portato alla scoperta di misuratori non censiti e allacci diretti alla rete, realizzati bypassando i sistemi di rilevazione. Sono circa 400 i casi individuati su tutto il territorio. Per ciascuno sarà quantificato il danno economico, con conseguente denuncia in collaborazione con i Carabinieri e richiesta di risarcimento.
I controlli, accompagnati da documentazione fotografica, sono ora al vaglio dell’Ufficio commerciale e i primi distacchi per gli utenti irregolari partiranno a breve, completate le procedure burocratiche nei vari comuni.
Intanto, i primi risultati della campagna di recupero crediti iniziano a vedersi: circa la metà degli utenti contattati ha risposto positivamente, avviando il pagamento delle somme dovute. La percentuale di evasione per alcune categorie di utenza è già in calo, segnale di un sistema che prova a recuperare equilibrio tra fatturato e incassi.
Resta fermo, come previsto dalla normativa Arera, il diritto al minimo vitale idrico per tutti i cittadini.
Sul fronte degli investimenti, infine, si registra un passo avanti anche nella manutenzione della rete: Alto Calore è pronto ad affidare appalti per circa 5,5 milioni di euro destinati agli interventi sulle perdite nei prossimi tre anni.
Una doppia strategia, dunque: recuperare risorse e contrastare gli abusi, per garantire sostenibilità e continuità a un servizio essenziale per l’intero territorio.





