Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul delitto di Garlasco riaccendono l’attenzione su Andrea Sempio. Al centro degli accertamenti ci sono alcune intercettazioni ambientali registrate nell’auto del 38enne, nelle quali l’uomo farebbe riferimento a presunti video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi.
Secondo quanto emerso dalle trascrizioni riportate dalla stampa, Sempio parlerebbe di un filmato custodito in una “penna”, facendo riferimento a un video che avrebbe visto dal cellulare di Chiara Poggi. Proprio questo passaggio avrebbe attirato l’attenzione degli investigatori, che ritengono possa rappresentare un elemento rilevante nell’ambito delle verifiche in corso.
Gli inquirenti si concentrano in particolare su una consulenza informatica secondo cui alcuni file video privati, risalenti al 2006 e protetti da password, sarebbero stati violati e copiati su una chiavetta Usb. Circostanza che, secondo l’accusa, Sempio non avrebbe potuto conoscere.
In altre intercettazioni, sempre riportate dagli organi di stampa, l’indagato farebbe inoltre riferimento al sangue presente “quando me ne sono andato”, frase che ha ulteriormente alimentato l’attenzione investigativa.
La difesa di Sempio respinge però ogni interpretazione accusatoria. I legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia sostengono che quelle frasi sarebbero semplicemente commenti legati a podcast, trasmissioni televisive e contenuti mediatici dedicati al caso di Garlasco. Gli avvocati sottolineano inoltre che molte trascrizioni sarebbero incomplete o difficilmente comprensibili.
Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori figura anche una ricerca sul “Dna mitocondriale” trovata su un hard disk sequestrato a casa di Sempio, ritenuta temporalmente compatibile con alcune fasi processuali del procedimento a carico di Alberto Stasi.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi, fratello di Chiara, che invita alla prudenza: “Non è con suggestioni mediatiche che si cambia la realtà dei fatti”, ha dichiarato, ribadendo come la sentenza definitiva nei confronti di Alberto Stasi resti un punto fermo della vicenda giudiziaria.





